Festival della narrazione ad Arzo
Il festival dedicato alla narrazione per adolescenti giunge alla sua ottava edizione. Dal 30 agosto al 2 settembre
Intrecciare
destini di qui e d’altrove, far incontrare bambini, giovani e adulti attorno al
filo di un racconto, proporre spettacoli di alta qualità artistica che
stimolino la riflessione: questi da sempre gli obiettivi che il festival della narrazione di Arzo (Ch)
persegue, con sempre rinnovate strategie. L’edizione di quest’anno, che sio sv olgerà dal 30 agosto al 2 settembre, si distingue
principalmente per alcune proposte che mirano a raggiungere il pubblico degli
adolescenti, per una rassegna dedicata al tema del lavoro e per il suo inizio
anticipato rispetto alle consolidate abitudini del festival.
quest’anno inizierà infatti il giovedì sera con un ospite d’eccezione: sarà
Gardi Hutter con
ad aprire questa ottava edizione e sarà un’ inaugurazione significativa perché
Gardi è un’artista di qui e d’altrove, perché il suo spettacolo celebra la
magia del teatro, perché quello della suggeritrice è un mestiere nascosto,
dimenticato e sommerso, ma in questo lavoro essa intreccia la sua vita, le sue
emozioni, la sua passione, avvicinando il suo destino a quello di tanti altri
lavoratori raccontati dai numerosi artisti che quest’anno si incontreranno
nelle corti e sulla piazza di Arzo.
Storia di
lavoro è quella narrata da Giorgio Felicetti in Vita di Adriano che ripercorre
l’esistenza di uno dei tanti operai della fabbrica di carrozze ferroviarie
Cecchetti, che nel 1994 hanno visto radere al suolo la fabbrica e la loro
memoria e oggi si ritrovano con un bel regalo nei polmoni: l’amianto
lavoro è quella di Lella, protagonista di R60 ballata operaia della Compagnia
Teatro dell’Orsa, personaggio inventato, ma la cui vicenda ricalca le tante
esperienze reali raccolte attraverso le interviste e la ricerca condotta degli autori e ripercorre mezzo secolo
di storia di Italia. Storia di vita
e di lavoro è anche quella raccontata ne L’apprendista smascherato da Toni De
Lucia, che torna ad indossare la sua tuta da meccanico per ripercorrere, in una
narrazione intensa e sospesa tra realtà e finzione, comicità e poesia, il suo
itinerario esistenziale.
Storia di vita
e di lavoro è infine quella della protagonista di Senza Carità, uno spettacolo
prodotto dal Teatro Popolare Europeo che attraverso la vicenda di una donna
dell’Est Europa che fa da badante ad giovane disabile, ricuce il materiale delle
diverse interviste raccolte dalla compagnia per restituirci uno spaccato inquietante
della realtà di sofferenza di una numerosa schiera sommersa di lavoratori.
conduttore conferma la volontà del Festival di proporre un teatro di impegno
civile e sociale, un teatro che scavi nella memoria di ieri e di oggi per farsi
motore di riflessione e di cambiamento.
Emblematica di questa volontà, anche la
proposta dello spettacolo di venerdì sera:“
false pietà mostra le inadeguatezze, le ipocrisie e i complessi di colpa di
quella minoranza di privilegiati- NOI- che gestisce e consuma l’ottanta per cento
delle risorse della terra”: così presenta Giuseppe Cederna il suo spettacolo, frutto
dell’incontro tra la lettura dell’omonimo racconto dello scrittore newyorkese
Wallace Shawn e il viaggio africano che l’attore ha compiuto nei villaggi tra il
Kenia, il Sudan e
devastati dalla fame, dalla guerra e dall’indifferenza della comunità
internazionale.
E l’impegno per una proposta culturale
che sia occasione di crescita continua a riflettersi anche nella volontà di
intrecciare esperienze artistiche di diversa provenienza: di qui, come La
storia del lagh Sfondau, libero adattamento di Moira della Torre da una novella
di Giuseppe Zoppi, e d’ altrove come i racconti orientali di Jihad Darwiche o
quelli di Mathieu Lippé, compositore-autore-interprete del Québec.
generazioni, il festival propone anche quest’anno una ricca programmazione adatta
anche al pubblico dei più piccoli, con alcuni graditi ritorni, a cominciare
dalla carovana della compagnia di Nicole e Martin che tornerà ad Arzo per presentare
il suo intero repertorio, e con alcune nuove proposte. Tra i volti nuovi per
Arzo, Claudio Milani con Il pifferaio magico e Racconti di Gloria.
corti Il Lariosauro, un racconto indicato per ragazzi dai dodici anni in su,
che vede come protagonista il mostro del Lario che abita gli abissi del più
profondo dei laghi italiani.
Sempre per adolescenti, Lo Scarpagnante
di Giorgio Felicetti, che da voce al racconto Saltatempo di Stefano Benni,
intrecciando le vicende, gli amori, i sogni e le paure di un ragazzino in uno
spettacolo dove comicità, passione, divertimento e nostalgia si alternano con
un ritmo trascinante e coinvolgente. “Autentico racconto di formazione,
emozionante e palpitante, questo spettacolo si rivolge a tutti quelli che hanno
dentro “l’orobilogio” come una dannazione” scrive Giorgio Felicetti.
L’orobilogio? Così la fantasia benniana ha battezzato questo bizzarro strumento
che ognuno di noi porta in se: uno strumento che, diversamente dall’orologio, misura
un tempo che non va dritto, ma avanti e indietro, disegna curve e tornanti, si
arrotola su se stesso e si inventa ogni volta.
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