Mestro ed allievo: dopo Fontana arriva Wildt

Tredici capolavori dello scultore milanese al Museo Civico Bodini

Maestro ed allievo. Levigatezza delle superfici e linearismo spregiudicato. Adolfo Wildt e Lucio Fontana. Il Museo Civico di Gemonio con la mostra Anima Mundi dedicata ai marmi dello scultore milanese stabilisce un filo di continuità con la mostra allestita l’anno scorso sulle ceramiche di Lucio Fontana e riprende il contesto accademico della realtà braidense. «Nel 1927 Fontana – spiega il curatore Daniele Astrologo Abadal – da poco rientrato in Italia a Milano dall’Argentina, infatti, s’iscrive all’Accademia di Belle Arti di Brera e segue i corsi di Wildt. Un’esperienza formativa dagli esiti marcatamente wildtiani, ma al di fuori del percorso didattico l’eredità trasmessa dal maestro cessa di palesarsi nella tesa pulizia formale per interessare snodi estetici più profondi. Tra quelli emersi è il segno decorativo, la sua filiforme leggerezza che si tramuterà nelle mani di Fontana in un interesse a indagare lo spazio, attraversandolo. Per andare oltre ogni definizione poetica verso i fondamenti dell’arte plastica, si riconosce un significativo indirizzo di continuità tra il maestro e l’allievo nel fatto che entrambi agiscono direttamente sulla materia: Wildt con l’intaglio del marmo, Fontana con la manipolazione della ceramica».

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Adolfo Wildt a Gemonio 4 di 7

L’esposizione presenta 13 opere in marmo realizzate da Adolfo Wildt, tra cui capolavori di prima importanza quali il ritratto di Arturo Ferrarin (1929), la Maschera dell’idiota (1910), Cave Canem – Humanitas (1918), la Concezione (1921), e 10 disegni. La Concezione, in prestito dal Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia di Milano, proviene dalla collezione dell’industriale tessile Guido Rossi. Legato a Wildt da un rapporto di amicizia e stima, Rossi acquisisce il bassorilievo già negli anni ’20 insieme all’altra opera, ugualmente esposta, i Pargoli Cristiani. I lavori sono legati sia alla prima fase creativa dell’artista, quella classica in cui risente della marcata influenza dell’antichità, dall’Ellenismo al Rinascimento, sia quella più espressiva attenta ai valori plastici desunti dal Barrocco e alle tensioni formali dell’Espressionismo.

 

ADOLFO WILDT

Anima Mundi

Gemonio (Va), Museo Civico Floriano Bodini (Via Marsala 11)

14 luglio – 28 ottobre 2007

Orari: venerdì, sabato e domenica, 10.30–12.30; 15.00–18.30 

Biglietti: € 4 intero; € 2 ridotto (i possessori della Customer Card delle Ferrovie Nord Milano hanno diritto all’ingresso ridotto)

Catalogo Silvana Editoriale|Montrasioarte (in mostra € 20; in libreria € 28)

Informazioni tel. 0332 604276 – fax 0332 604012

info@comune.gemonio.va.it

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Pubblicato il 03 Agosto 2007
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