Moschea e Ramadan, Comune e islamici ai ferri corti
Venerdì 24 agosto scade l’accordo per il culto in via degli Aceri: ottimista il legale della comunità islamica, stanco e amareggiato il sindaco gallaratese Nicola Mucci
Nubi oscure si addensano sui rapporti tra la comunità islamica gallaratese e l’amministrazione comunale guidata da Nicola Mucci. Venerdì prossimo, il 2
4 agosto, scadrà l’accordo siglato lo scorso febbraio per l’utilizzo da parte dei fedeli di Allah dello stabile di via degli Aceri, che dalla prossima settimana tornerà alla Protezione Civile. Inoltre il prossimo 13 settembre comincerà il mese sacro del Ramadan, nel corso del quale è prescritto che ogni musulmano, oltre ad astenersi dal cibo nelle ore di luce, debba anche pregare e meditare più volte al giorno.
Sulle barricate le posizioni sono come sempre opposte. Da una parte l’avvocato della comunità islamica che si dice ottimista quanto meno per la soluzione ponte nel mese sacro all’Islam, dall’altra il sindaco gallaratese Nicola Mucci che si dice stanco e amareggiato per una situazione senza soluzioni positive all’orizzonte.
«Manca solo la firma dell’accordo – spiega Bruna Tatiana Ruperto -, penso che saremo convocati in Prefettura a giorni per definire la tempistica. Per quanto riguarda il resto, vale a dire una soluzione definitiva per il luogo di culto, aspettiamo di depositare la richiesta di cambio di destinazione d’uso per il capannone di via Varese: l’architetto al quale è stato affidato l’incarico sta lavorando. Per il periodo che corre dal 24 agosto al 13 settembre mi auguro sia trovata una soluzione ponte».
Il primo cittadino gallaratese la pensa in maniera nettamente diversa: esclude proroghe per l’utilizzo dell’immobile di via degli Aceri e nega ci siano spiragli per un cambio di destinazione d’uso di quello di via Varese, per altro per ora solo promesso e mai arrivato, destinato all’artigianato e non al culto: «Per quanto
riguarda l’accordo che scade il 24 agosto – commenta Nicola Mucci -, lo spirito con il quale fu siglato nel febbraio 2007 rispondeva ad un’emergenza del momento, lasciando il tempo alla comunità islamica di risolvere il problema del luogo di culto seguendo vie legali. Il tempo è però trascorso senza che nulla sia stato fatto: non è stato presentata alcuna domanda per cambiare la destinazione di via Varese, non sono state trovate soluzioni alternative. Noi non abbiamo più alcun tipo di elemento per doverci occupare della vicenda: oggi il problema diventa di ordine pubblico e non è più l’amministrazione comunale di Gallarate a doversene occupare».
Ma non finisce qui. Il quadro che dipinge Mucci è piuttosto fosco anche per quel che concerne eventuali accordi per il Ramadan: «Faremo la prima giunta a settembre e vedremo se ci sono i margini per ripercorrere la strada dello scorso anno, quando venne dato alla comunità lo spazio al pa
rco Marinai d’Italia – spiega Mucci -. Alcuni aspetti non depongono però a favore del dialogo, per esempio il fatto che parte della comunità ci risulta essere tornata a pregare davanti allo stabile di via Peschiera a Cedrate, non so con quali autorizzazioni né per quale motivo. Non possiamo certo assegnare immobili a destra e a manca, non ce lo possono chiedere e non è una prerogativa di nessuna amministrazione comunale. Sono amareggiato, la questione si trascina da sette anni ormai, con situazioni a volte ridicole, annunci e promesse mai mantenute, ritardi e aspetti poco chiari. L’unico attore serio in questa partita è stato il Comune di Gallarate: altri, seppur con buona volontà, non ha messo in campo alcun fatto concreto».
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