Negramaro e Deep purple a Varese
In trattative Elisa, Zucchero, Biagio, Guccini ed anche Cocciante con il musical “Romeo e Giulietta”. Miguel dell’Acqua: «La nostra linea sarà cercare di mantenere prezzi popolari»
Una stagione musicale senza precedenti per Varese, tra Palasport e teatro Apollonio. Cantautori italiani domineranno la scena, ma non mancheranno gli eventi, come quello ormai quasi sicuro dei Deep Purple, che sfonderanno i muri del palazzetto, già il prossimo 12 novembre, con un prezzo del biglietto accessibile a tutti e che gli organizzatori, la società Albachiara di Miguel dell’Acqua, ha deciso di mantenere a 30 euro, «anche con molte difficoltà, ma non è nella nostra linea far pagare un’esagerazione, come in altri posti, le esecuzioni dal vivo».
I Deep Purple fanno solo altre tre date in Italia, a Milano, Roma e Palermo. E si aggiunge Varese. Un bel colpo per la città: «Certamente – prosegue dell’Acqua -, ma forse stiamo raccogliendo i frutti di quanto fatto negli anni passati. Ormai la città è nei circuiti nazionali ed è molto apprezzata dagli artisti. Non è detto che poi i Deep Purple aprano anche le porte per altri gruppi di rilievo internazionale».
Praticamente sicuro anche l’arrivo al teatro Apollonio dei Negramaro, con un concerto acustico il 28 ottobre. «Un’altra chicca per Varese perché il gruppo sta iniziando ora il nuovo tour e siamo tra le prime date – spiega l’organizzatore -. Inoltre, abbiamo in corso altri contatti molto importanti». Si attendono infatti risposte per Guccini, che dovrebbe essere confermato per gennaio o febbraio 2008, ma anche Zucchero ed Elisa, nonché il ritorno di Biagio Antonacci al Palazzotto dopo il successo del 2004.
Altra sorpresa saranno i musical. Non è escluso infatti un ritorno di Cocciante dopo il successo di Notre Dame de Paris, che potrebbe proporre a Varese il successo degli ultimi mesi, Romeo e Giulietta.
Il tutto con prezzi quasi popolari. «È una scelta che vogliamo portare avanti dove possibile – spiega Dell’Acqua -. Le vendite dei cd sono calate e molti cantautori pensano di poter recuperare le perdite con il live. Ma non è il modo corretto di porsi imponendo cachet esagerati. Noi cerchiamo di mantenerci su una certa linea, perché se si tira troppo la corda il mercato rischia anche di collassare. Questi concerti devono essere accessibili a tutti».
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