Nuovo ospedale: l’elicottero non può atterrare
A cinque mesi dall'inaugurazione, nessun velivolo si è ancora posato sul tetto del monoblocco. «Mancano le autorizzazioni» dice Pampari, ma ammette: «Il pavimento è da rifare»
«Un’elisuperficie posta sulla sommità dell’edificio capace di accogliere anche due eliambulanze»
(nella foto l’elisuperficie in fase di costruzione).
Così scriveva sul numero di marzo 2005 della rivista InCircolo l’azienda ospedaliera di Varese descrivendo le novità del futuro monoblocco.
A distanza di cinque mesi dalla sua inaugurazione, però, quell’elisuperficie non ha ancora ricevuto alcun velivolo.
Le eliambulanze continuano ad atterrare a Calcinate del Pesce da cui partono le ambulanze che in dieci minuti raggiungono il pronto soccorso del Circolo.
L’elisuperficie, quindi, non è mai entrata in funzione e i tempi per il suo utilizzo sono ancora lunghi: «Stiamo chiedendo in questi giorni l’autorizzazione alle autorità aeree come vuole la prassi» spiega il direttore generale dell’azienda Carlo Pampari. ( nella foto sotto, proprio in cima al monoblocco)
Nulla a che fare con i problemi riscontrati sull’estrema superficie del nuovo monoblocco? « La richiesta sta partendo ora perchè abbiamo dovuto "formare" i vigili del fuoco – spiega il dottor Pampari – e proprio mentre stavamo per inoltrare la richiesta abbiamo riscontrato un problema di scollamento».
Ultimamente, infatti, il pavimento dell’elisuperficie si è alzato di quattro centimetri. Ma perchè? « Non lo sappiamo. Abbiamo incaricato CMB di rifare tutto il rivestimento». Nuovi problemi strutturali, quindi, mentre si sta procedendo a rattoppare le infiltrazioni che nell’ultimo mese hanno messo in croce il personale sanitario per tamponare le perdite d’acqua sia al piano meno uno che nella terapia intensiva di cardiologia.
Anche sul fronte legionella sembra profilarsi una sistemazione definitiva del problema dopo che il sistema dei filtri, pur dando garanzie di qualità, centellina l’acqua costringendo medici e infermieri a fare i salti mortali sia in reparto sia in sala operatoria.
«I filtri che abbiamo messo a tutti i rubinetti hanno presentato un problema di intasamento che ci ha costretto a dimezzare i tempi di sostituzione: da un mese a 15 giorni e, in alcuni casi, anche ogni due giorni. Entro la prossima settimana, però, ci incontreremo con l’Asl per mettere a regime il sistema di clorazione che abbiamo testato in queste settimane con risultati confortanti. Quando attiveremo quell’impianto potremo togliere tutti i filtri».
Un periodo nero, quindi, per l’ospedale che non riesce ad ingranare la marcia giusta. Tra tante magagne, comunque, non mancano i segnali positivi per la collettività: « Nel periodo estivo siamo riusciti ad attivare 26 letti in più dell’anno scorso – spiega il direttore generale – anche costretti dal superlavoro del Pronto soccorso. Inoltre abbiamo ottenuto una risposta soddisfacente dalle strutture del territorio per attivare 25 letti di "sollievo". Ne cercavamo trenta ma credo che per le nostre esigenze sia sufficiente la risposta ricevuta. Con questa sperimentazione dimostreremo che la città di Varese ha bisogno dei letti per chi non è più urgente ma non è ancora in condizione di rientrare in famiglia. Nella risistemazione dei padiglioni del Circolo ci potrebbe essere anche uno spazio ad hoc».
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