Piano Alitalia, “regalo ai vettori stranieri”

Le reazioni del mondo politico e sindacale al documento licenziato dal cda della compagnia di bandiera. Penati: «Il vero piano industriale nascerà con la privatizzazione»

Il piano industriale che il presidente di Alitalia Maurizio Prato ha presentato nel corso del Cda di oggi, 30 agosto, ha fatto rilevare già nelle prime ore dall’approvazione le reazioni del mondo sindacale e degli amministratori politici lombardi. Secondo Dario Balotta, Segretario Generale FIT CISL della Lombardia «Questa sera si festeggerà a Londra, Parigi, Francoforte: un regalo inaspettato per i vettori stranieri che potranno così ulteriormente alimentare i loro hub con i passeggeri del ricco mercato del Nord Italia». I vettori stranieri «potranno in questo modo mettere le mani sul mercato intercontinentale di Malpensa, presidiato, al momento, da Alitalia con il 76 per cento dei propri voli intercontinentali – conclude Balotta – . È contro ogni logica di marketing privilegiare i mercati meno redditizi a discapito di quelli più ricchi e in crescita». Per avere un quadro più chiaro della situazione, sottolinea il segretario nazionale della Filt-Cgil, Mauro Rossi, «bisognerà aspettare il 7 settembre quando si conoscerà la parte quantitativa e finanziaria del piano industriale. In quel momento valuteremo se si tratta di un ridimensionamento temporaneo della compagnia per ripartire o se invece è fine a se stesso. E in questo caso non potremmo che essere contrari».
«Sicuramente – evidenzia il segretario nazionale Uil Trasporti Marco Veneziani– si tratta di un piano di contenimento per la sopravvivenza della compagnia. C’è un po’ di delusione perchè ci aspettavamo di più».

Secondo il sindaco di Milano Letizia Moratti «Alitalia sta compiendo scelte contrarie a ogni logica di mercato, dal momento che i dati parlano di una costante crescita di Malpensa». «Gli interscambi commerciali della Lombardia con Asia e Oceania rappresentano il 42% del totale nazionale – conclude il sindaco di Milano – , con una crescita del 10% nel traffico passeggeri sul 2006. Sullo scalo lombardo gravitano oggi le maggiori compagnie aeree internazionali, alcune delle quali hanno raddoppiato la frequenza di voli»

Caustico il governatore della Lombardia Roberto Formigoni: «È un attacco politico del Governo nei confronti del Nord ed una discriminazione anche dal punto di vista tecnico perchè il Governo, tramite Alitalia, discrimina un hub, Malpensa, che ha tutte le caratteristiche tecniche per essere servito pienamente dalla compagnia di bandiera, anzi per crescere a seguito di tutti gli investimenti fatti da Sea».

La scelta di Alitalia, infine, è stata commentata anche dal presidente della Provincia di Milano, Filippo Penati: «Mi spiace constatare che il Consiglio d’amministrazione di Alitalia abbia confermato i timori espressi in questi giorni, ossia il ridimensionamento del ruolo di Malpensa.» «Ci troviamo di fronte, per stessa ammissione del Cda, a un piano di transizione e sono convinto che il vero piano industriale nascerà con la privatizzazione seguendo quindi la logica di mercato che indica chiaramente come il grande traffico internazionale passi dall’hub lombardo, che è in continua crescita in termini di qualità e quantità». «Ritengo inoltre poco opportuno – prosegue Penati – la scelta di chiudere le rotte ad ampio raggio perchè sono quelle che rappresentano il futuro per il sistema aeroportuale del Paese».

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Pubblicato il 30 Agosto 2007
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