Ramadan, la rottura è servita

Il sindaco Mucci annuncia che non darà nessun terreno per il mese sacro di preghiera musulmana. L'avvocato degli islamici spera ancora. La palla a questura e prefettura

A Gallarate a tenere banco non c’è solo l’annosa questione del luogo di culto per la comunità islamica. Una soluzione in questo senso sembra sempre più lontana, tra ricorsi, richieste di cambi di destinazione d’uso annunciati e mai depositati per uno stabile acquistato dai musulmani ma al momento inutilizzabile per vari problemi (quello di via Varese), sigilli apposti dal Comune (a quello di via Peschiera e a quello di via Varese) e accordi che scadono senza che soluzioni alternative siano trovate (per quello di via degli Aceri). A questo punto, dopo la rottura dovuta alla preghiera notturna davanti a via Peschiera di un gruppo di circa venti persone di fede musulmana (e successiva comunicazione alla questura del ritrovo che sarà protratto fino al 10 settembre ), anche per il Ramadan un accordo sembra farsi sempre più un miraggio. Infatti il mese sacro all’Islam comincerà intorno al 10 settembre e Mucci infatti ha fatto sapere che il Comune non metterà a disposizione nessun terreno. Ci spera ancora l’avvocato dei musulmani Bruna Tatiana Ruperto: «Mi auguro che la giunta che si riunirà lunedì prossimo decida per un cambio di rotta – commenta -, vorrei mettere una parola di pace. La soluzione era già stata trovata a luglio (cosa questa smentita dall’amministrazione comunale gallaratese, ndr), grazie alla mediazione della prefettura. Noi nell’accordo dello scorso febbraio (per lo stabile di via degli Aceri) abbiamo anche rinunciato a proseguire sulla strada del ricorso per via Peschiera. Ora attendiamo sviluppi». Ma il primo cittadino gallaratese Nicola Mucci gela le speranze: «Sul Ramadan no ho più nulla da dire». Saranno Questura e Prefettura a questo punto a dover prendere in mano una patata sempre più bollente.

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Pubblicato il 31 Agosto 2007
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