“A Varese ogni luogo è un centro, il segreto è condividere”
Al Chiostro di Voltorre, per i dieci anni di Varese News, si è discusso di sviluppo, di marketing del territorio e delle nuove sfide della provincia
«Non bastano le industrie, per quanto eccellenti. Non bastano neppure le ricchezze paesaggistiche e i servizi all’avanguardia. Per rendere unico un territorio serve un marchio, qualcosa capace di mettere insieme identità, cultura e società». Per Dipak R. Pant, direttore del dipartimento economia sostenibile dell’Università Liuc di Castellanza ed esperto, tra le tante passioni, di economia sostenibile, lo sviluppo significa prima di tutto coinvolgimento e condivisione. Significa diventari abili a rispondere alle richieste del territorio, rendere partecipi i diversi soggetti ma anche saper riconoscere e porsi dei limiti.
Dal Chiostro di Voltorre, ospite dell’incontro di apertura dei festeggiamenti per i dieci anni di Varese News, il professore nepalese ha raccontato Varese da esterno ma con gli occhi di chi la conosce bene: «Qui è impossibile fare un discorso teorico. Il Varesotto è una provincia talmente unica: non si può nemmeno parlare di centro e di periferia, qui ogni luogo è un centro. Questo rende ancora più difficile ma importante ascoltare le diverse esigenze e farle diventare qualcosa di comune. Il segreto a mio avviso sta nel trovare un marchio che identifichi le qualità, un punto di riferimento capace di richiamare tutte le ricchezze di un luogo e di dare vantaggio a tutte le persone che di quel luogo fanno parte».
Phant, con una semplicità e una chiarezza invidiabili, non parla solo di marketing del territorio ma di “place branding”, di un lavoro, voluto e attivato dagli attori locali, che porta alla creazione di un brand capace di racchiudere in sé come un "ombrellone" tutto ciò che c’è di buono in quel territorio.
«In altre parole significa creare una coerenza nelle politiche di marketing territoriale – ha aggiunto Caterina Carletti, docente della Supsi di Lugano e direttrice del Chiostro-. Un territorio come Varese, che in questi ultimi anni è stato investito da una montagna di cambiamenti, ha in questo momento una forte necessità di ridefinire la propria identità».
«Abbiamo visto episodi importanti come la scomparsa delle grandi imprese di proprietà locali o delle banche di proprietà del luogo – ha commentato Rossella Locatelli, preside della facoltà di economia dell’Università dell’Insubria di Varese e Como -. Ora abbiamo a che fare con l’invecchiamento della popolazione, la sfida all’integrazione e la difficoltà di comunicare la conoscenza. Questa provincia è stata messa alla prova più volte negli ultimi anni ma ha dimostrato di saper reagire seguendo strade e percorsi propri. Le sue ricchezze, che vanno dall’esperienza universitaria alla vocazione per l’estero, sono da valorizzare rendendo partecipi tutti, senza individualizzarsi, comunicando, creando una comunità di attori. Lo dovremo fare per risolvere sfide sempre nuove».
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