In onda la nuova fiction di Giacomo Campiotti
Il 26 e 27 settembre in prima serata il film sul medico santo “Giuseppe Moscati”. Il regista varesino: “La tv è tornata a raggiungere il grande pubblico”
Nuova avventura televisiva per Giacomo Campiotti, il regista varesino autore al cinema di Come due coccodrilli e del recente Mai più come prima. Il suo film in due puntate su “Giuseppe Moscati” con protagonista Beppe Fiorello, andrà in onda il prossimi 26 e 27 settembre e sancirà l’apertura della stagione delle fiction da parte della Rai. Un passaggio importante per Campiotti che si conferma così autore stimato nel campo cine-televisivo: infatti in pochi anni, in cui ha diretto numerose miniserie per la tv tra cui il recente Amore e Guerra (una delle poche fiction di Mediaset ad essere state gradite dal pubblico), oppure Il dottor Zivago, co-produzione internazionale che ha raccolto numerosi premi in tutto il mondo.
Con la fiction su Moscati, Campiotti ha portato a casa anche un premio alla prima edizione del Roma Fiction Fest dove si trovava in concorso anche con opere internazionali.
La fiction Giuseppe Moscati, che andrà in onda in prima serata su Rai Uno, racconta la straordinaria vita del medico, ricercatore e docente universitario, morto a soli 46 anni nel 1929. Nato da una famiglia benestante, settimo di nove figli, Giuseppe, interpretato da Giuseppe Fiorello, mostra fin dalla tenera età uno spiccato interesse per la medicina e, dopo essersi laureato, inizia a lavorare insieme al suo migliore amico Giorgio Piromallo (Ettore Bassi) presso gli Incurabili, il miglior ospedale di Napoli e che ha dedicato la sua vita a tutti quei malati che gli ospedali hanno rifiutato, accogliendoli in casa sua, preoccupandosi se non hanno cibo, e istituendo un’artigianale "cassa mutua" perché i più ricchi possano pagare le medicine dei più poveri.
Il suo colpo d’occhio diagnostico fuori del comune e i successi nella ricerca scientifica assicurano al Moscati un posto d’onore fra i medici ricercatori della prima metà del Novecento anche a livello internazionale, ma più di tutto è la sua personalità e l’impegno con cui si è dedicato ai più bisognosi. Impegno riconosciuto anche dalla Chiesa tramite Giovanni Paolo II che ha proclamato Moscati santo nel 1987.
«Negli ultimi anni la televisione è tornata a raggiungere il grande pubblico – spiega Giacomo Campiotti, molto soddisfatto del lavoro realizzato per questa nuova fiction -. La televisione, in quanto a grandi numeri di spettatori, è diventata come il cinema del passato: racconta storie importanti come quella di Moscati. Le miniserie sono film a tutti gli effetti e sono molto importanti per tutta l’industria e la cultura».
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