Islamici-Comune, soluzione lontana

Soddisfatto il segretario cittadino della Lega Nord Mazzone, duri il diesse Galli e Osvaldo Bossi, segretario del Pdci

Centro culturale islamico. Ieri, lunedì 4 settembre, è stata ribadita la "posizione dura" del Comune di Gallarate: niente concessioni per il luogo di culto né per la struttura destinata al Ramadan. La situazione è in una fase di stallo difficilmente superabile, a meno di ripensamenti di una delle due parti o di imposizioni dall’alto (Prefetto o Questura) al momento difficilmente ipotizzabili. Il Comune, e il sindaco Nicola Mucci in particolare, si sono detti risentiti e amareggiati per le scelte della comunità islamica: il fatto che alcuni membri, una ventina, si siano ritrovati in piena estate di sera davanti al centro culturale di via Peschiera comunicandolo a posteriori alla questura e non al Comune ha fatto andare su tutte le furie i governanti di Palazzo Borghi. Da allora il dialogo si è interrotto. Nel frattempo è scaduto l’accordo per lo stabile di via degli Aceri, l’ex macello che è stato restituito alla protezione Civile e gli islamici sono tornati a pregare in strada, sempre davanti a quello che per anni è stato ilo luogo di culto della comunità, chiuso nel 2005 perché all’interno erano violate norme igieniche rilevate dall’Asl e dal Comune. L’amministrazione comunale gallaratese ha vietato alla comunità islamica di srotolare i tappeti sul suolo pubblico, pena una sanzione amministrativa. Mucci ha anche avuto un colloquio telefonico con il Prefetto di Varese Roberto Aragno, ma al momento una posizione da parte di Villa Recalcati non è ancora stata esplicitata.

Nel frattempo si registrano le reazioni politiche alla decisione della giunta. Soddisfatta l’atteggiamento dell’amministrazione comunale il leghista Luciano Mazzone, neo segretario cittadino del Carroccio: «Si è arrivati a questa presa di posizione dopo anni di fucili puntati e nostre rilevazioni per costringere Mucci e i suoi a non dare più concessioni agli islamici – attacca Mazzone -. A metà luglio abbiamo fatto un blitz nel quale abbiamo sorpreso parte della comunità islamica in preghiera davanti a via Peschiera, dimostrando che le nostre “sentinelle” fanno meglio di Polizia Locale e amministratori comunali. Continueremo a vigilare sul comportamento della comunità islamica e su quello dell’amministrazione: abbiamo anche presentato una mozione in consiglio comunale per richiedere un impegno politico preciso volto a non concedere nulla alla comunità musulmana. Un rientro in giunta della Lega è escluso – conclude Mazzone -: ci sono venti punti che ci dividono da Forza Italia, la moschea è solo uno di questi. Resta l’incomunicabilità su tante altre questioni, dall’urbanistica al campo nomadi».

Dall’opposizione piovono le critiche di Pdci e Ds. «Ci risiamo con il rimbalzo di responsabilità – commenta Osvaldo Bossi, segretario cittadino del Pdci -, è davvero pazzesco che ad oggi non si sia arrivati ad una soluzione idonea a una questione "marginale" se vista in un contesto di reciproca tolleranza e convivenza civile per poter concedere uno spazio, più che legittimo, ad una comunità "diversa" da quella cattolica, alla faccia della Costituzione, della democrazia e della libertà di religione. Una giunta che negli scorsi piani integrati di intervento permette la "modifica della destinazione

d’uso" di terreni e aree con giustificazioni perlomeno "discutibili" e non sa trovare soluzioni per una “comunità islamica” che paga regolarmente le tasse, che svolge una attività sociale riconosciuta e non è agevolata da esenzioni totali come altre "comunità religiose"». «È ripresa l’annosa questione delle moschea – dice Pierluigi Galli, capogruppo Ds in consiglio comunale -, dapprima tollerata per oltre dieci anni poi, per calcolo politico, divenuta improvvisamente intollerabile e perseguibile. La comunità islamica, che piaccia o no è un dato di fatto, dopo essere stata artatamente indotta ad acquisire un edificio per i propri incontri ora è per la strada. La soluzione è sotto gli occhi di tutti e consiste in un cambio di destinazione d’uso (la maggioranza ne ha approvate almeno dieci per altri scopi e corposi interessi negli ultimi anni) anche temporanea, con precisi vincoli e controlli. Sarebbe bello vivere in una città dove regnino armonia senza distinzione di razza o religione».

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Pubblicato il 04 Settembre 2007
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