Moschea, arrivano le ruspe. Scoppia la polemica
Blitz delle ruspe dell'Anas in via dei Sassi. Il Comune blocca i lavori: "Per noi è tutto abusivo"
Islamici, nel sud della provincia la situazione si fa sempre più
ingarbugliata. L’accordo tra Comune di Gallarate e comunità musulmana della città dei Due Galli sembra essere saltato, ma a sparigliare le carte è subentrata una decisione della prefettura, calata nel ruolo di mediatore tra le parti: nella bozza in analisi infatti Villa Recalcati ha inserito una clausola che sta provocando tensioni, vale a dire lo spostamento temporaneo del luogo di culto fuori dai confini di Gallarate, nella vicina Busto Arsizio. Il terreno identificato è di proprietà in gran parte di Anas e per una piccola porzione della Provincia di Varese. I tecnici della società che gestisce la rete stradale sono intervenuti con ruspe e badili per spianare l’area tra il Sempione e via dei Sassi: grande il clamore suscitato per l’inizio dei lavori in un terreno dove ancora non si sa cosa sorgerà nè quando, anche se le voci dell’arrivo di un tendone-moschea per la comunità islamica gallaratese si rincorrono. Solo l’intervento dell’amministrazione comunale di Busto Arsizio ha bloccato i lavori: un’ordinanza firmata dal primo cittadino Gigi Farioli e dal suo vice Giampiero Reguzzoni ha infatti dato lo stop all’Anas. Fermissima la posizione del sindaco: «La legge è uguale per tutti. A Busto non ci sono problemi con i musulmani, ma quell’intervento era ai miei occhi abusivo: da qui la decisione di fermarlo, con diffida, sanzioni e quant’altro. Il fatto è
che non ci sono terreni identificati come atti ad ospitare luoghi di culto: questo è quanto».
«È assurdo che si proceda con dei lavori su un territorio comunale senza che l’amministrazione ne sappia nulla – attacca il vicesindaco Giampiero Reguzzoni, intervenuto sul luogo -. I lavori sono inoltre partiti senza regole, né recinzioni né segnalazioni di cantieri in corso: abbiamo anche trasmesso come da protocollo le carte alla Procura della Repubblica. È un fatto gravissimo, soprattutto se verrà confermata l’indiscrezione che l’iniziativa è stata presa in combutta da Prefettura e Anas, gli enti più statalisti che ci siano. Un cittadino deve fare 24 mila domande per avere un permesso e qui si fa tutto abusivamente». Il presidente della Provincia Marco Reguzzoni in mattinata ha avuto una conversazione telefonica con il Prefetto: «Ci siamo sentiti per evitare di alimentare equivoci sulla destinazione d’uso di alcuni terreni di Busto Arsizio in parte anche di proprietà della Provincia – ha spiegato -. Stamattina, visto l’avvio di lavori di scavo, c’era una certa fibrillazione da parte di diversi amministratori e cittadini».
Non si ferma all’analisi amministrativa della vicenda il Reguzzoni di Palazzo Gilardoni: «Politicamente mi sembra un’ennesima provocazione – ha detto -. Chi dovrebbe tutelare l’ordine pubblico prende decisioni che lo mettono invece a rischio. Il Comune non ha ricevuto nessuna comunicazione: la Lega Nord è pronta a presidiare l’area per evitare che qui arrivi una moschea».
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