Moschea, in arrivo duemila fedeli per la fine del Ramadan

Ennesima preghiera davanti all'ex centro culturale di Cedrate: tutto tranquillo, ma potrebbero esserci problemi per il grande afflusso di musulmani il prossimo 11 ottobre

Una preghiera in strada, l’ennesima. Tranquilla, come sempre. E per la fine del Ramadan si preannuncia l’arrivo di un elevato numero di fedeli. La guida spirituale della comunità musulmana di Gallarate ha invitato i circa centocinquanta fedeli presenti a sostenere la comunità e ha spiegato nell’omelia il valore del digiuno come purificazione e timore di dio. Il clima non è dei più sereni dopo il naufragio delle trattative per trovare un luogo coperto all’interno del quale celebrare il mese del Ramadan, sacro all’Islam: niente toni esasperati comunque, né inviti da parte di nessuno ad alzare il tiro.

Gli islamici continuano a pregare davanti all’ex centro culturale islamico di via Peschiera e lo faranno fino all’11 ottobre, termine del Ramadan. Il sindaco di Gallarate Nicola Mucci ha ricevuto negli scorsi giorni una delegazione di cittadini che si lamenta per i disagi causati dalla preghiera per strada e si è detto pronto a verificare sul piano legale e di concerto con la questura la legittimità di queste manifestazioni, autorizzate dalla stessa autorità di polizia come occasionali, ma ripetute ormai da settimane: d’altra parte la comunità controbatte che si ritrova all’esterno dello stabile di Cedrate proprio perché il Comune non vuole concedere alternative, ha impedito la preghiera in via Peschiera e in via Varese e si è detto deciso a non concedere altro.

L’avvocato della comunità islamica Bruna Tatiana Ruperto è pronta a chiedere conto della situazione al ministero degli Interni e lamenta la mancanza di comunicazioni da parte del Prefetto di Varese, che ha annunciato alla stampa di non vedere altri spazi per la trattativa ma non ha mandato niente di ufficiale né al Comune né ai rappresentanti della comunità islamica. L’avvocato Ruperto non risparmia attacchi al Comune, che secondo il legale dei musulmani va avanti con l’atteggiamento discriminatorio impedendo alla comunità di pregare con un tetto sopra la testa.

Anche su VareseNews monta la polemica: nella rubrica “Lettere al direttore” è in corso un vivace e costruttivo scambio di opinioni tra i cittadini e le associazioni (ultime in ordine di tempo le Acli). Il Ramadan, come detto, prosegue: la fine è fissata per l’ormai prossimo 11 ottobre, quando i musulmani di tutto il mondo festeggiano la “festa piccola”, o “festa di rottura del digiuno” (in arabo Aid al Fitr). Un appuntamento fondamentale per i fedeli di Allah, che in quell’occasione ammettono alla preghiera anche donne e bambini: in calce alla preghiera del venerdì il vice presidente della comunità gallaratese Hamid Khartaoui ha affermato che quest’anno la festa di rottura verrà celebrata in via Peschiera e che potrebbero arrivare fino a duemila fedeli, con (im)prevedibili conseguenze per il traffico e per chi in quella zona ci abita. Sempre che non vengano trovate alternative nei venti giorni che mancano.   

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Pubblicato il 21 Settembre 2007
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