Via Gioberti, requiem per una strada
Tagliato il piano stradale, la trincea del raccordo X è completa: restano l'amarezza fra i residenti per una vicenda trascinatasi tropo a lungo, e ancora qualche problema da sistemare
La trincea è scavata, la strada è tagliata in due. La ruspa ha fatto il suo onesto mestiere ed ha collegato i due scavi ai lati della via Gioberti, avviando l’ultima fase dei lavori per il raccordo X tra la linea Rho-Gallarate e la Saronno-Novara, tra le Ferrovie dello Stato e le Nord. Risolto in qualche modo il problema del collegamento ciclopedonale del "triangolo delle Bermude" bustocco con il vialetto d’uscita, che sarà completato espropriando un terreno per consentire di aprire la scorciatoia verso la rotonda di via del Roccolo al di qua della linea della Nord, resta l’amarezza dei residenti per una vicenda che si è trascinata in lungo più del necessario. «La nostra soddisfazione è moderata – in fondo alla fine è stato fatto il minimo per noi, abbiamo dovuto recarci in Regione per farci sentire, altrimenti restavamo chiusi dentro…» commenta Luisa Caprioli, tra i più vocali ed espliciti rappresentanti dei residenti dell’area. «E il tutto ad anni di distanza da quando c’eravamo rivolti all’ex sindaco Tosi, documentando già allora (2001, ndr) una progettazione che lasciava molto a desiderare. Nel complesso, non è stata una bella storia, anche perchè il Comune di fatto ha abdicato ai suoi compiti urbanistici, lasciando anche la progettazione delle nuove sistemazioni stradali alle Nord».
Strumentalizzati o meno che fossero da alcuni consiglieri d’opposizione che si sono battuti per la loro causa, i "giobertini" a suon di proteste, presenze in consiglio comunale e pellegrinaggi al Pirellone hanno alla fine ottenuto qualcosa: di non essere rinchiusi fra tre binari senza scampo, o quasi. Anche con la nuova viabilità qualche problema, segnalano, c’è stato: giusto il rischio di fare dei frontali contro i mezzi in uscita dalle ditte locali, che per carenza di segnaletica tendono a imboccare contromano la nuova uscita verso la rotonda che connette con le vie Ca’ Bianca, Castellanza e Capri. Problema che si dovrebbe risolvere facilmente con qualche cartello e striscia di mezzeria più evidente. E via Capri, a doppio senso, assai stretta, a lato della linea ferroviaria Nord, è un altro punto dolente: «Bisognerà trovare il modo di farci passare anche mezzi come quelli dei pompieri, o l’ambulanza» rincara Caprioli. «Per entrare entrerebbero, in caso di necessità, ma per uscire, o fanno manovra entro un cortile privato, o escono in retromarcia… La strada è stretta, il marciapiede fin troppo largo: l’avevamo fatto presente in tempi non sospetti, ma avevano già realizzato le reti di servizio sottostante». Infine, sembra, a quanto riferiscono i residenti, che la nuova viabilità aperta da questa settimana non fosse stata segnalata in anticipo ad Agesp e alle Poste. Risultato: due giorni senza consegna della posta e senza ritiro dell’immondizia, fin quando i residenti stessi non hanno provveduto. Problemi temporanei e forse piccoli in una città di ottantamila abitanti, ma grandi per chi è sentito passare, letteralmente, un treno addosso.
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