Basterebbe copiare l’erba del vicino
Il comune di Lugano ha lanciato una campagna di comunicazione e di sensibilizzazione sui temi della sicurezza
Allarme, emergenza, paura, sono tra le parole più usate quando si parla di sicurezza. Subito dopo arriva la classica "tolleranza zero" e così via. Del resto ormai non passa giorno che drammatici fatti di cronaca nera non conquistino ampi spazi nel mondo dell’informazione.
La sensazione poi è che ogni volta si riparta da capo a valutare interventi e soluzioni quando invece basterebbe andare a studiare meglio cosa si sta facendo in giro per il mondo. Per questo assume grande interesse l’iniziativa della vicina Lugano.
Il sindaco Giorgio Giudici si sta impegnando a fondo sul tema della sicurezza perché la considera "un bene primario che deve essere salvaguardato in tutti i suoi aspetti al fine di offrire ai propri abitanti una qualità di vita soddisfacente". Il primo cittadino luganese parte dall’analisi che "negli ultimi anni i problemi relativi alla sicurezza hanno assunto una dimensione e una complessità del tutto nuova.
Oggi una città deve pensare alla sua sicurezza mantenendo uno stretto coordinamento tra tutte le forze operanti per la difesa delle Istituzioni civili e della legalità che sono a fondamento della società civile. Se da un lato dobbiamo affrontare i problemi di criminalità da una prospettiva globale, fondata sull’unione delle risorse, dall’altro non possiamo trascurare la dimensione locale, di prossimità, di vicinanza al cittadino che resta pur sempre un aspetto essenziale della sicurezza “vissuta” e percepita dai singoli cittadini. Sono due dimensioni del problema che vanno affrontate entrambe con impegno di mezzi e uomini".
L’idea di fondo è quindi quella di valorizzare le forze in campo coordinandole e facendole sentire vicine ai cittadini. La sicurezza non può certo essere solo questione di ordine pubblico, ma non si può più prescindere dall’assumere iniziative efficaci e quella proposta dal sindaco di Lugano ha tanti punti di forza. Primo tra tutti il fatto che i cittadini sentono vicinanza con le istituzioni e possono riconoscere come veri interlocutori gli agenti di polizia.
Un pò poco diranno i soliti scettici. Può darsi, ma intanto si cerca di dare una bella scossa alla questione.
Sarà che l’erba del vicino è sempre la migliore, ma dal luogo comune, a volte, si potrebbe passare a progetti veri. E per noi non sarebbe affatto male passare dalle tante chiacchiere a qualche azione positiva.
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