Inaugurata la comunità protetta

Si amplia l’offerta dell’Azienda nell’ambito della Salute Mentale, in particolare del settore riabilitativo. La CPM è dotata di 3 appartamenti autonomi per dieci persone

Lunedì 5 novembre apre i battenti la Comunità Protetta di via Dalmazia 4 a Saronno.
Viene così ad essere potenziata l’offerta dell’Azienda Ospedaliera in ambito psichiatrico che, con l’apertura della CPM – Comunità Protetta a Media Assistenza, questa la dicitura corretta –, vede completarsi il progetto di residenzialità riabilitativa messo a punto dal Dipartimento di Salute Mentale (DSM) aziendale.
La struttura saronnese è infatti dotata di dieci posti che si aggiungono ai venti posti del CRA – la Comunità Residenziale ad alta intensità riabilitativa di via Bellavita di Saronno – e ai quattordici posti della CRM di Tradate, a riabilitazione intensiva e media sulle 24 ore,  inaugurata lo scorso anno nel presidio “Galmarini” di Tradate.
Il Dipartimento di Salute Mentale, dunque, può contare su quarantaquattro posti residenziali complessivi che coprono l’intera gamma della tipologia regionale prevista in termini di residenzialità psichiatrica.
“Siamo ora in grado di fornire – interviene il dottor Teodoro Maranesi, direttore del Dipartimento di Salute Mentale Aziendale nonché primario dell’Unità Operativa di Psichiatria dell’Ospedale di Saronno – una risposta ai bisogni di salute mentale della maggioranza dei nostri cittadini all’interno del nostro stesso territorio e di poter ridurre al minimo il ricorso a soluzioni istituzionali lontane dalle famiglie”.
La Comunità Protetta di Saronno è una struttura residenziale per 10 persone, come si accennava sopra, suddivisa in tre appartamenti autonomi, ognuno dotato di servizi e cucina e di camere singole, con un ampio spazio comune nel seminterrato che permette lo svolgimento di  attività di gruppo ed incontri con altre realtà cittadine. Al piano terra e al primo piano sono disponibili due appartamenti con quattro posti letto e al secondo piano una mansarda con due posti letto. Il prato-giardino attorno allo stabile rende inoltre possibili gradevoli attività esterne.
Lo stabile, concesso dal Comune di Saronno all’Azienda Ospedaliera in cambio di un affitto simbolico, è stato ristrutturato e arredato grazie ad un finanziamento della Regione Lombardia.
La CPM, gestita da una cooperativa che sarà supervisionata dall’Unità Operativa di Psichiatria dell’Ospedale con il coordinamento del dottor Marco Goglio, psichiatra e responsabile dell’area residenziale, verrà inizialmente abitata da 6 uomini e 4 donne.  L’Unità Operativa di Psichiatria dell’ospedale di Saronno proporrà gli inserimenti in Comunità e controllerà lo svolgimento del programma riabilitativo e il raggiungimento degli obiettivi terapeutici. La società esterna che gestisce la Comunità, invece, metterà a disposizione il personale per i progetti riabilitativo-assistenziali e coordinerà giornalmente tutte le attività interne ed esterne alla Comunità.
La Comunità è organizzata per offrire un’assistenza estesa sulle 12 ore con programmi riabilitativi individuali e di gruppo di varia intensità che vanno dalle  attività a valenza risocializzante fino all’inserimento lavorativo. La permanenza degli ospiti viene fissata in un termine massimo di 36 mesi rinnovabili (6 anni in totale), periodo oltre il quale va programmato un ulteriore passaggio abitativo nell’ambito della rete territoriale (appartamenti autonomi, case famiglia, case alloggio).
La residenza nella CPM rappresenta pertanto per il paziente una tappa verso una  completa  integrazione sociale.
 “Una particolare figura di operatore nella Comunità Protetta – prosegue il dott. Maranesi – è rappresentato dal “facilitatore sociale” che accompagnerà gli ospiti in alcune attività e li aiuterà in varie mansioni ; il facilitatore è un paziente psichiatrico che ha acquisito, dopo un iter formativo teorico e pratico condotto all’interno del nostro DSM e finanziato dalla Regione Lombardia, una capacità specifica di supporto e una consapevolezza del proprio disagio che mette a disposizione di altri pazienti.
Obiettivo del gruppo di facilitatori è quello di costituirsi presto come cooperativa in grado di fornire specifici servizi di assistenza e consulenza”.
“Potenziare la risposta ai bisogni dei cittadini che soffrono a causa di una patologia mentale – prosegue il direttore generale Pietro Zoia – significa andare incontro concretamente a chi ha bisogno costantemente di cure ma anche delle loro famiglie perché la possibilità di un percorso riabilitativo personalizzato mira a condurre i pazienti verso una maggiore integrazione sociale e lavorativa. Per questo è doveroso ringraziare tutti coloro che hanno collaborato alla realizzazione della struttura di via Dalmazia, dalla Regione che ha concesso il finanziamento per la ristrutturazione, al Comune di Saronno e a tutti gli operatori coinvolti”.
Ma il pensiero del dg Zoia e del primario Maranesi va anche alla associazioni di familiari: “Il nostro grazie va anche all’ASVAP 4 di Saronno e all’associazione di utenti “Il / Clandestino”, sempre presenti sul territorio in un’opera di sensibilizzazione sui temi della sofferenza psichica”.

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Pubblicato il 05 Novembre 2007
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