Photored, Lista: “Nessuna percentuale alla ditta appaltatrice”
L'assessore risponde all'interrogazione di Berteotti (Ulivo): "doveroso ricorrere agli apparecchi in mancanza di agenti ad ogni semaforo"
La recente interrogazione del consigliere comunale dell’Ulivo Alessandro Berteotti sui photored appena installati presso otto semafori cittadini trova pronta risposta da parte dell’assessore alla sicurezza Luciano Lista (An). "In riferimento agli interrogativi posti e divulgati dal Consigliere Berteotti", Lista precisa in un secco comunicato una serie di punti.
Prima di tutti, la famosa sentenza della Cassazione citata da Berteotti "riguarda un fatto del 2001", osserva l’assessore,"quando nessun apparecchio era omologato per il funzionamento senza la presenza dell’operatore di polizia stradale. Nel 2004 il photored è stato omologato per il funzionamento senza l’operatore. Pertanto la sentenza è citata in modo non opportuno".
Quanto alla ditta fornitrice, non si tratterebbe dell’azienda lombarda citata da Berteotti e che il consigliere citava come indagata dal tribunale di Milano. Tale ditta, scrive Lista, "non ha alcun nesso con l’appalto del Comune di Busto Arsizio"; idem l’apparecchio che "stanga" chi brucia il rosso "non è fornito da tale ditta".
Segue una perentoria smentita: sulle sanzioni "non viene riconosciuta alcuna percentuale alla società appaltatrice"; in compenso il Comune, che "non sostiene alcun costo per gli impianti", addebita al trasgressore, "come previsto dalla legge, € 10,8 che è il costo pagato alla ditta appaltatrice a fronte di ogni rilevazione" (ma non costituisce, formalmente, percentuale…).
La ditta installatrice, continua Lista, "è stata scelta con procedura aperta (ex asta pubblica) e quindi il bando è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale e su quotidiani nazionali e locali"; "le apparecchiature sono omologate e quindi dovrebbe essere il ministero dei Trasporti a revocare l’omologazione, non certo un giudice. In caso di revoca il Comune farà semplicemente rimuovere le apparacchiature, senza alcuna spesa o risarcimento danni all’appaltatore", punto su cui Berteotti si diceva preoccupato. Il cittadino che ritiene vi siano state circostanze che hanno determinato un obbligo nell’attraversare l’intersezione a semaforo rosso può farlo presente al Comando o alle autorità competenti – Prefetto e Giudice di Pace – ricorda ancora l’assessore; quanto ai semafori, "funzionano e sono regolati indipendentemente dalla presenza del sistema di rilevazione del passaggio con semaforo rosso. Pertanto non si procura alcun danno agli automobilisti e quindi nessun motivo di rivalsa da parte degli stessi verso l’Amministrazione comunale". Infine, punto dolente, "non potendo garantire la presenza di un agente della Polizia Locale ad ogni semaforo, al solo fine di garantire la civile e ordinata convivenza, partendo dal presupposto che la pena che consegue all’infrazione della norma deve essere certa, la necessità di ricorrere alle nuove tecnologie risulta doverosa". Ne traiamo due conclusioni: il numero delle multe è inversamente proporzionale a quello degli agenti di polizia locale, e la certezza della pena può essere un eccellente strumento di finanziamento pubblico. Se lo sapessero a Roma, in tre giorni non resterebbe in circolazione un solo ladro di galline.
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