Piano di governo del territorio: Cgil lancia l’allarme
Il sindacato contesta l'amministrazione comunale : "Non sono stati coinvolti gli altri comuni del Cuv, si rischia la cementificazione senza controllo"
«Siamo preoccupati per il futuro del nostro territorio». Con questo messaggio Flavio Nossa e Giorgio Castano, rappresentanti rispettivamente della segreteria e dei pensionati della Cgil, hanno voluto lanciare un grido d’allarme: tema in discussione il piano di governo del territorio (Pgt) di Somma Lombardo, presentato dal primo cittadino Guido Colombo in consiglio comunale e poi ad associazioni, sindacati e forze economiche dall’assessore Massimiliano Carioni lo scorso 16 novembre. Lo strumento urbanistico che ogni comune dovrà adottare entro la fine del 2009 fissa i criteri abitativi e di sviluppo delle città: prima della decisione finale del consiglio comunale la legge regionale impone di consultare i cittadini e le realtà sociali.
«Abbiamo avuto uno scambio di opinioni piuttosto vivace con
l’assessore Carioni – spiega Flavio Nossa -: le nostre osservazioni infatti non sembrano interessare al Comune, che va per la sua strada sordo ad ogni sollecito. La cosa che colpisce di primo acchito è che Somma è inserita nel Cuv (Consorzio Urbanistico Volontario) con altri otto comuni: all’articolo 1 è prevista la condivisione di progetti urbanistici di questo genere, importanti soprattutto per la vicinanza dell’aeroporto di Malpensa. Bene, i comuni vicini non sono nemmeno stati avvertiti dei progetti sommesi. Non si dovrebbe pensare solo al proprio recinto municipale, ma andare oltre, guardare più lontano, all’area vasta che va fino alla Fiera di Rho-Pero: sono scelte che vanno ponderate e condivise, senza necessariamente mercificare il territorio e seguire solo gli interessi di chi vuole a tutti i costi cogliere le opportunità che derivano da Malpensa, senza pensare alla vivibilità della città».
Nossa va oltre: il sindacato ha chiesto i dati sulla qualità di aria e suolo, sulla sicurezza delle industrie pericolose presenti nell’area dello scalo e tutti i numeri utili per redigere una Vas (Valutazione Ambientale Strategica) che metta al centro il territorio.
«Sembra che anche questo aspetto sia per gli amministratori sommesi un aspetto collaterale – rincara la dose Nossa -: siamo preoccupati, nelle proposte presentate da Colombo in consiglio comunale emerge la volontà di aggirare in ogni maniera possibile i limiti imposti dalla legge per favorire attività commerciali e alberghiere. C’è la sensazione che si voglia andare oltre, da Case Nuove a Maddalena, territori già ampiamente urbanizzati. La legge regionale 10 imponeva un rapporto tra abitanti e aree destinate a spazi sociali e verde di 26 metri quadrati, la legge regionale 12 ha abrogato questo limite, ma resta in vigore quello di almeno 18 metri quadrati fissato da un’altra legge degli anni Sessanta: a Somma si vuol fare di più, ma si corre il rischio di cementificare oltre ogni misura».
La Cgil chiede in sostanza che sia fatto un progetto allargato almeno ai comuni del Cuv, se non addirittura più esteso, fissando regole precise e limiti a chi vuole costruire senza paletti: «L’aria che tira non è delle migliori nemmeno nel resto della provincia – chiosa Nossa -. Con i piani integrati d’intervento fatti prima dei Pgt si punta a monetizzare e svendere territorio senza regole e senza i controlli che pur ci dovrebbero essere: in alcuni comuni (pochi) il piano di governo del territorio è stato già redatto, ma noi non siamo neppure stati chiamati in causa. A Somma chiediamo di essere riconvocati dopo averci fornito i dati che abbiamo preteso, non solo alla fine dell’iter, a cosa fatte. Il Cuv va coinvolto: è un’opportunità importante, in passato è stato un utile ambito di discussione, ci auguriamo lo diventi anche in questa partita».
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