Fillea Cgil: “Più controlli e una nuova cultura del lavoro”

Il sindacato interviene in merito ai recenti episodi di incidenti sul lavoro, in provincia e in tutta Italia

Riceviamo e pubblichiamo

Venerdì 7 dicembre presso la cartiera di Besozzo un lavoratore di 52 anni è coinvolto in un grave infortunio sul lavoro – le sue condizioni permangono preoccupanti; martedì 11 dicembre presso un’azienda di Bodio Lomnago un addetto di un’azienda di trasporti eccezionali di 65 anni   cade da circa 8 metri procurandosi numerosi traumi, anche per costui la diagnosi viene definita grave; lo stesso giorno presso il cementificio di Caravate del gruppo Colacem un ragazzo di soli 27 anni perde la vita a causa di un improvviso cedimento di una lastra di cemento armato durante un intervento di demolizione all’interno della fabbrica.  

E’ un costante e drammatico bollettino di guerra che quotidianamente tende ad aumentare, se pensiamo che solo nel settore dell’edilizia in Italia i decessi in cantiere denunciati ammontano a ben 195 che salgono ad oltre 900 se si prende in considerazione l’intero mondo lavorativo, comprova quanta strada si debba ancora fare per affrontare organicamente e strutturalmente questo triste fenomeno.  

Solo nei prossimi giorni conosceremo da parte degli enti preposti le cause che hanno provocato questi tragici eventi. In questi casi si sente parlare frequentemente di tragica fatalità.

E’ invece nostra opinione, alla luce dei numeri citati, che parlare di fatalità o quant’altro non corrisponda alla realtà. Spesso l’infortunio in edilizia avviene per   portare a termine un lavoro in tempi rapidi; spesso in edilizia non vengono applicate le norme di sicurezza; spesso in edilizia prevale l’orrenda logica del solo profitto a discapito dei lavoratori dipendenti.  

Se parliamo di norme, di leggi, di decreti che affrontano l’argomento sicurezza, l’Italia si colloca ai primi posti nell’Unione Europea; occorre però saper vigilare, verificare, controllare, informare, prevenire tutte le insidie e tutti i pericoli che si annidano dietro l’angolo. E’ quindi auspicabile che tutti gli strumenti legislativi, oggi a disposizione, non si traducano in enormi quantità di carta inutile. Sicuramente a livello cartaceo la maggioranza delle imprese edili è in regola con le normative vigenti, ma a livello operativo si scopre che la realtà del cantiere è ben diversa.

Tutto questo trova riscontro dalle visite effettuate nei cantieri dagli organi ispettivi che confermano l’alta percentuale di irregolarità   con sanzioni elevate alle imprese.

A tale proposito è indispensabile rafforzare gli organici degli enti   preposti al controllo e vigilanza dei luoghi di lavoro investendo le adeguate risorse economiche.  

Tutto questo evidentemente non basta, accanto alla reale e concreta applicazione delle suddette norme crediamo sia fondamentale sviluppare ulteriormente la formazione e la diffusione di una nuova cultura del lavoro che sia in grado di far fare un salto di qualità al sistema lavoro/Italia.  

Il sindacato è impegnato quotidianamente nella battaglia che mette al centro della propria azione la tutela dei diritti a partire dal diritto alla vita.  

Infine piacerebbe indagare sulle morti avvenute nella nostra provincia in questi anni e verificare quanti processi si sono conclusi, quante e quali responsabilità sono state accertate, quanti imprenditori e/o coordinatori alla sicurezza hanno effettivamente pagato per fatti così gravi.  

FILLEA Cgil Varese esprime la più profonda solidarietà alle famiglie coinvolte e si rende disponibile a fornire, se necessario, anche un supporto/sostegno legale.

Per FILLEA CGIL Varese 
Renzo Andreotti – Vincenzo Annesi

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Pubblicato il 12 Dicembre 2007
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