Il piccolo salvato da due sudamericani

I due dipendenti hanno svuotato il cassonetto dell'Humana e si sono trovati tra le mani un sacchetto con dentro un bimbo che vagiva. In attesa del 118 lo hanno scaldato nel supermercato

Ore 7,45 di questa mattina: due sudamericani alle dipendenze di un’impresa di trasporti trovano un neonato in un cassonetto dell’Humana per la raccolta di abiti usati. La sorpresa è stata davvero tanta per Miguel Rivas e il suo collega Ibar Borda Agnes: all’improvviso un sacchetto di abiti nelle mani di Miguel si è messo a vagire. Dopo un istante di sconcerto e di occhiate reciproche, i due hanno realizzato. Il bambino, di carnagione bianca, aveva le manine gonfie per il freddo e vagiva a fatica. Esterrefatti, i due trasportatori non sapevano che fare. A quel punto sono passate di lì Antonella Pignataro e Ida Dissimile, vicine di casa, che risiedono nello stesso stabile in cui al pianterreno ha sede il GS di via De Gasperi a Cassano Magnago. Una delle due stava portando il figlio a scuola quando i due stranieri hanno chiesto aiuto: avevano un sacchetto con dentro un neonato ancora insanguinato che vagiva disperatamente. Lo scolaretto l’ha visto, si è spaventato e si è messo a piangere a sua volta. Le signore, nel marasma del momento, hanno contemporaneamente chiamato il 118 e hanno bussato ai vetri del GS, i cui dipendenti si stavano preparando all’apertura. All’interno del supermarket il piccolo è stato accolto e, come ci riferisce il direttore Carmine Vinciguerra, sistemato sotto i soffioni dell’aria calda. «L’ambulanza è arrivata in un lampo, sono stati davvero velocissimi» raccontano le due donne. Subito dopo sono arrivati i Carabinieri.
«Siamo ancora un po’ scombussolati» ammette il direttore del supermercato, «non è che capiti tutti i giorni un episodio del genere…» Il bambino, aggiunge, nella sfortuna di essere abbandonato è stato fortunatissimo. «Quel cassonetto verrà aperto una volta al mese, e non a scadenze regolari o con date fisse: quando passano, passano. L’abbiamo accolto cercando soprattutto di riscaldarlo, perchè non era in condizioni ottimali, aveva molto sofferto il freddo nonostante vosse avvolto dai vestiti». «Non capisco come si possa abbandonare così, in queste condizioni, un neonato. Davvero non capisco» conclude Vinciguerra. Lo stesso concetto è espresso in altre parole da Miguel Rivas, interrogato dai carabinieri al comando di compagnia a Busto Arsizio: «Come si fa? Ci sono tante strutture cui affidare un piccolo che non si può o non si vuole tenere… Siamo in Italia, mica nel Terzo Mondo».
Il piccolo ricoverato all’ospedale Del Ponte è stato chiamato dalle infermiere Stefano.

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Pubblicato il 17 Dicembre 2007
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