L’antiguida alle osterie cerca segnalatori varesini
Carlo Cambi curatore de “Il Gambero Rozzo, quest’anno alla sua terza edizione è stato protagonista a "Cioccolata con l'autore" 1200 gli indirizzi presentati in tutta Italia, una settantina quelli lombardi.
La terza serata di "cioccolata con l’autore" si è aperta con una – buona – notizia, giunta all’autore poche proprio poche ore prima della presentazione: la sua pubblicazione, accusata in passato di aver gettato discredito e rubato lettori alla “blasonata” antiguida il Gambero Rosso, ha potuto godere dell’assoluzione da parte dei guidici.
Un successo che diversamente non sarebbe potuto essere, visto il favore raccolto da “Il Gambero Rozzo” in questi anni, e testimoniato anche l’altra sera dalla presenza di un pubblico numeroso oltre che interessato, che ha dato vita ad un vivace dibattito con l’autore.
Alla domanda sul perché nel testo “Il Gambero Rozzo” fossero presenti, su 1200 indirizzi totali, solo 5 della Provincia di Varese, Cambi ha risposto con grande sincerità: “qui ho pochi segnalatori – ha spiegato – ma è anche vero che questi territori credo debbano fare ancora molto per sviluppare una cultura turistica, dell’ospitalità e dell’accoglienza che siano davvero degne di essere raccontate. Poi, ovviamente, spero di sbagliarmi, e il mio invito va allora a tutti i varesini: che mi contattino e mi segnalino il loro luoghi “dei sentimenti”, ovviamente con caratteristiche “gambero rozzo”: ottima qualità e genuinità dei cibi presentati, basso prezzo (non più di 40 euro a menù), ma soprattutto un’accoglienza complessiva a dir poco straordinaria”.
Nell’incontro, partecipatissimo, avvenuto al Re Carlo di piazza della MOtta Cambi ha quindi raccontato al pubblico del legame fra cucina e filosofia, questa “gastrosofica” – come l’ha definita – che ha al centro l’autenticità, la verità espressa anche dai cibi di ottima qualità e di sicura provenienza. Ha parlato di donne e del ruolo centrale rivestito dal gentil sesso nella cucina italiana, ha parlato di John Locke, di Marcel Mauss, di Brillat – Savarin, di Lévi – Strauss. Una cucina, la sua e allora, che da parte dai sentimenti, dalla riflessione e dalla consapevolezza, ma che non vuole per questo scadere nell’artificiosità e nell’eccessiva ricercatezza.
Perché – come dice laa sua guida – più che una questione di etichetta è una questione di forchetta…
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