Muore in cantiere: fratello condannato, moglie assolta
Tragedia sul lavoro e dramma familiare davanti al giudice
Muore sul lavoro, i titolari delle due ditte del cantiere finiscono sotto processo, ma sono tutti parenti stretti. Doppio dramma: tragedia del lavoro e tragedia familiare. Il fratello del morto, e la cognata, erano già stati condannati dal tribunale a 1 anno di carcere per omicidio colposo, la moglie è stata invece assolta qualche giorni fa dal giudice monocratico. Una storia a margine del male dell’anno, le morti sul lavoro. Salvatore Oliverio, aveva trovato una morte terribile, il 23 giugno 2003, durante i lavori di ristrutturazione di una villetta di Vedano Olona; lavorando su cavi scoperti all’esterno di una palazzina era rimasto folgorato.
La vicenda sembrava chiusa con la condanna dei responsabili della ditta che aveva preso l’appalto nel cantiere. Ma nella sentenza, il giudice Chiara Valori rimandava gli atti al pm chiedendo di valutare se vi fossero responsabilità anche per la moglie della vittima, a sua volta titolare e socia della seconda impresa che lavorava nel cantiere. Una vera beffa, se si considera che la donna, Oriana Arcani, era a sua volta parte civile nel primo processo contro gli altri familiari.
Il giudice dell’udienza preliminare l’aveva rinviata a giudizio per omicidio colposo aggravato in concorso, un’accusa angosciante che la difesa rifiutava sostenendo che la moglie della vittima non sapeva nulla del cantiere, ne’ tantomento del subappalto a cui era legata la ditta di cui era socia, e meno che meno, aveva cognizione delle carte con cui, il cantiere di Vedano Olona, era stato dichiarato da un geometra a norma con tutte le procedure di sicurezza (il professionista aveva però disconosciuto quella dichiarazione). Il pm d’udienza Davide Toscani aveva chiesto 8 mesi di carcere, ma la moglie di Salvatore Oliviero, è stata alla fine assolta dal tribunale di Varese.
Soddisfatti suoi avvocati, Giuseppe Carignola e Luca Carignola, che avevano sostenuto per tutto il processo la totale estraneità della donna a una modalità di lavoro legata alla classica impresa familiare, formalmente però divisa in due società. Resta il dolore di un’intera famiglia e l’allarme sulle condizioni dei cantieri della nostra provincia, dopo che nelle ultime due settimane, vi sono state tre morti e almeno due feriti.
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