Nuova ecocardiografia in nome di Giampietro Martignoni
La nuova struttura diagnostica è stata inaugurata presso il Centro di medicina dello sport
«Dedicata a te che sei apparso nella nostra vita e te ne sei allontanato appena l’hai attraversata; hai condiviso con noi la tua esistenza lasciando magnifiche impronte». Queste parole sono di Giulio Clerici, medico sportivo, dedicate all’amico Giampietro Martignoni (foto). Parole scelte per l’inaugurazione della nuova sala di ecocardiografia, che da sabato 8 dicembre porta il suo nome. Perché Giulio e Giampietro erano grandi amici, compagni di sport e di studi, medici entrambi (sportivo Giulio, odontoiatra Giampietro), amanti di quella pratica sportiva che non prevede agonismi estremi e sforzi massimi. Lo sport per il piacere di praticarlo, concetto panathletico che Giampietro ha seguito con entusiasmo sino a quel tragico 21 agosto 1989.
Il giovane, trentatre anni, è in vacanza alle Maldive. Un malore e tutto finisce. Per papà Roberto e mamma Enrica la perdita di quel figlio unico appare senza alcun appiglio di consolazione. Ma a diciotto anni di distanza il dottor Clerici, che mai ha dimenticato Giampietro, avanza la proposta ai signori Martignoni: dedicare al loro ragazzo la nuova sala ecocardiografica, aperta presso il Centro di Medicina dello Sport di Biandronno. Enrica e Roberto non solo accettano con gioia ma contribuiscono all’acquisto dell’eco-cuore, un macchinario costoso ma ormai indispensabile per la prevenzione, che completa così l’iter diagnostico del Centro medico. «Con l’utilizzo dell’eco-cuore, le morti da sport sono diminuite sensibilmente – dice Giulio Clerici -. Nei pochi mesi di utilizzo di questa nuovo strumento, abbiamo già individuato tre aneurismi dell’aorta». Così sabato 8 dicembre, alle ore 11.30, presso il Centro Sportivo a Cassinetta di Biandronno, presenti il parroco don Ivano, il sindaco Calabretta e l’assessore allo sport Maestroni, è stata inaugurata la nuova sala ecocardiografica.
«Vivere nel cuore di chi resta significa non morire mai».
Questa la frase scelta dal dottor Clerici, posta sopra la foto del compagno di sport e di professione. Giampietro è ancora vivo nella memoria di chi gli ha voluto bene, e questa misteriosa vitalità ha dato lo slancio per realizzare un importante progetto di prevenzione. Anche la morte di un uomo di trent’anni può dare buoni frutti.
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