«Malpensa, condividiamo le preoccupazioni del sindaco Gilli»
La posizione della sezione cittadina di Forza Italia sulla questione nazionale dell’hub varesino
riceviamo e pubblichiamo
Forza Italia Saronno condivide le preoccupazioni espresse dal Sindaco Gilli in relazione alla problematica di Malpensa.
Siamo costretti a constatare come alcune problematiche di oggettivo interesse comune, che si vorrebbe potessero essere risolte con generale soddisfazione per lo sviluppo e l’economia reale dell’intero territorio, possano trovare invece motivo di polemica politica, polemica che rischia di distogliere l’attenzione dal vero obiettivo, che meriterebbe invece di essere sostenuto con atteggiamenti e considerazioni compartecipate.
E’ assolutamente evidente che la problematica Malpensa vada vista oggi in modo disgiunto dai problemi di Alitalia.
In Alitalia, motivazioni di varia natura hanno caratterizzato un periodo pluriennale di gestioni manageriali e politiche sempre in deficit, gestioni forse più attente a finalità clientelari piuttosto che all’attuazione di piani industriali di sicura validità: è bene ricordare come questa situazione di passività (enorme) è in essere dagli inizi degli anni ’90, e si è ripetuta con governi nazionali di diverso orientamento (da Amato a Ciampi, da Berlusconi a Dini, a Prodi). I dati di bilancio di Alitalia che possiamo reperire, evidenziano come la perdita in milioni di Euro esistente nel 1996 (625 milioni) sia identica a quella del 2006: una evidente negatività che non può essere addebitata al tema di Malpensa, soprattutto se si considera che il sistema areoportuale lombardo (Malpensa, Linate e Bergamo) ha più che raddoppiato negli ultimi otto anni sia il traffico passeggeri sia quello merci.
E ancora appare davvero strumentale ipotizzare responsabilità negative alla vicinanza geografica di Linate e Malpensa: l’Europa dimostra come il traffico aereo nei bacini economici di particolare importanza possa, e forse debba, essere strutturato su più areoporti, così come avviene a Parigi o Londra con ben sei areoporti.
Il problema di Malpensa non è dunque il problema di Alitalia, il problema Malpensa è un serio problema per il nostro territorio: è assolutamente importante che il piano industriale del nuovo gestore sia confacente alle irrinunciabili esigenze di un territorio che individua in Malpensa un insostituibile motore per il proprio sviluppo e per la propria economia.
Solo a livello esemplificativo, basti pensare all’importanza strategica di Malpensa per il polo fieristico più importante d’Italia, Fiera Milano appunto, capace di ospitare oltre 80 manifestazioni all’anno producendo sul territorio un indotto che viene stimato in oltre quattro miliardi di euro, indotto che, almeno per posizione geografica, porta a cointeressare anche il territorio del saronnese.
Appare davvero poco comprensibile come questo Governo non manifesti la più doverosa attenzione alla società del Nord e alla sua economia, quasi si ponesse in posizione di incredibile ed ingiustificata contrapposizione.
E’ evidente che l’affidamento incondizionato di Malpensa ad Air France rappreseterebbe purtroppo non la scelta che dà le maggiori garanzie ( ma quali????), come purtroppo sostenuto da qualche parte in difficoltosa difesa delle posizioni di Prodi, ma rappresenterebbe purtroppo la consegna della potenzialità di un trasporto aereo di fondamentale importanza per l’intero nord Italia nelle mani di una compagnia straniera che non crediamo possa permettersi di essere vista come la benefattrice che interviene in aiuto alle difficoltà italiane, ma che ben comprendiamo come invece possa strategicamente essere interessata a demolire la concorrenza di Malpensa come hub di livello europeo. E possiamo anche capire purtroppo come possano esserci interessi romani finalizzati a demolire la concorrenza di Malpensa come hub italiano a favore di Fiumicino.
E crediamo peraltro che difficilmente sia ipotizzabile un grande areoporto in Italia che non abbia le caratteristiche hub: le capacità attrattive di certe città americane (che possono essere considerate mete teminali) non possono, purtroppo, essere comparate con l’attrazione delle città italiane. E solo di qualche giorno fa la decisione della Confederazione Elvetica di sopsendere il potenziamento ferroviario della linea di collegamento tra l’Italia e Lugano, già precedentemenete deliberato e progettato, solo perché preoccupata della destinazione e delle funzioni future di Malpensa.
Peraltro, in questa situazione di particolare disagio, sembrerebbe che il Governo Prodi intenda ricorrere alla Corte Costituzionale contro la legge regionale sul trasporto aereo: una legge approvata il 6 novembre scorso dalla Regione con una larga maggioranza comprendente quasi tutti i partiti dell’arco costituzionale (con la sola astensione di Verdi e Rifondazione Comunista ), una legge che prevede, fra l’altro, la necessità del parere della Regione nella definizione delle rotte degli areoporti lombardi e la presenza di un rappresentante della Lombardia nel comitato di coordinamento degli aeroporti nazionali, che tra l’altro è preposto all’assegnazione degli slot.
Un atteggiamento del governo questo sicuramente provocatorio nei confronti di un territorio che vive momenti di particolare preoccupazione, quasi a volere escludere il bacino economico più importante d’Italia dalle decisioni che tanto riguardano il territorio stesso. Sarebbe davvero un atto ingiustificabile che lascerebbe spazio a valutazioni di enorme negatività.
In questo contesto appare inopportuno ed ingiustificato qualunque atteggiamento di reciproca polemica: la politica, che svolge il compito primario della rappresentanza dei cittadini, deve, in una situazione di oggettivo interesse generale, privilegiare assolutamente l’interesse dei cittadini del territorio al di là di qualsiasi altra polemica, spesso solo strumentale, “di partito” .
Le preoccupazioni espresse dal Governatore Formigoni e dall’Assessore Cattaneo sono ben state condivise anche dal Presidente della Provincia Penati e dalle forze sindacali, oltre che dalla gran parte dei partiti lombardi appartenenti all’intero arco costituzionale; il Presidente Reguzzoni ha avvertito l’esigenza di convocare gli “stati genrali” provinciali.
E’ necessario che anche le forze politiche delle nostre città sappiano trovare una linea comune a reale difesa degli interessi del territorio e dei suoi cittadini.
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