Massacrò l’amico in strada, marocchino alla sbarra

Udienza dal gup per Abdelkarim Abida: lo uccise con un coltello, poi fuggì verso la Francia

E’ comparso davanti al giudice delle indagini preliminari Giuseppe Battarino, Abdelkarim Abida, il 30enne marocchino accusato del brutale omicidio di un amico e connazionale di Cuvio, Abderlkarim Hany, il 22 febbraio dello scorso anno. Uno scatto d’ira che sfociò in una esecuzione brutale.
Abida era in auto con l’amico, quella mattina, e insieme
stavano percorrendo la strada provinciale tra Gemonio e Azzio. All’improvviso il passeggero colpì l’autista con una violenta scarica di coltellate, e a nulla valse il disperato tentativo della vittima di fuggire dall’auto e di chiedere aiuto agli automobilisti che giungevano sulla carreggiata. Una fine tremenda che destò sensazione: il cadavere rimase per ore sull’asfalto, e i testimoni, scioccati, raccontarono gli ultimi disperati istanti del ragazzo che invocava aiuto e moriva in terra.
«Un ragazzo difficile, un  tipo strano, un giovane che passava la sera immobile a guardare la stufa e che spesso non parlava con nessuno». Così descrivevano Abida gli altri connazionali che lo avevano ospitato in un appartamento di Cuvio dove alloggiavano anche la vittima e il fratello dell’accoltellato.

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Omicidio di Gemonio 4 di 7

Hany aveva accompagnato l’amico marocchino, a cui stava cercando di dare una mano a cercare del lavoro. Dopo il delitto, secondo le accuse, il suo assassino era scappato a piedi nei boschi, poi aveva cercato di varcare il confine con la Francia, ma i carabinieri di Luino lo seguirono e fecero scattare il fermo a Bardonecchia. Durante l’udienza preliminare la famiglia della vittima (nella foto) si è costituita parte civile, mentre la difesa ha presentato una eccezione (rigettata)  sull’incidente probatorio effettuato lo scorso aprile, dai Ris, da cui emergeva la presenza di tracce dell’indagato su alcuni reperti. La difesa ha chiesto un rito abbreviato, condizionato a una integrazione di elementi probatori. Il gup ha respinto la richiesta e rinviato a fine gennaio la prossima udienza, nella quale si dovrà discutere la richiesta di rinvio a giudizio con rito ordinario. Il pm Sara Arduini contesta ad Abida l’omicidio per futili motivi, e in effetti pare non vi fossero particolari screzi tra i due protagonisti del litigio finito quel giorno con la morte sulla strada del povero Hany. I fratelli e i familiari, lo scorso febbraio, lo hanno portarono in patria e lo seppellirono qualche giorno dopo il delitto. La giustizia, con una certa velocità, sta invece facendo il suo corso.

Redazione VareseNews
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Pubblicato il 11 Gennaio 2008
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