«Mi metto in proprio»: il dottor Burdo crea lo “IEA”
Il prossimo 7 giugno dovrebbe inaugurarsi l'Istituto europeo di audiovestibologia che avrà sede in una proprietà religiosa in disuso a Varese. Finanziatore, un ente morale
Anche Varese avrà il suo "Istituto europeo". Sarà "audiologico" e non oncologico, ma avrà la stessa impostazione del milanese IEO. Queste, almeno, sono le concrete speranze del dottor Sandro Burdo, ormai un luminare internazionale per quanto riguarda la lotta alla sordità.
Nonostante non ci sia ancora nulla di definito, le pratiche per aprire un centro di fama mondiale dedicato ad una specialità di nicchia come quella audiologica sono già ad un ottimo punto.
«Innanzittutto – annuncia lo stesso dottor Burdo – è stata firmata la lettera di intenti con cui un importante ente morale finanzierà con dieci milioni di euro il recupero edilizio di una struttura. Lo stabile è già individuato: è in Varese, vicinissimo al centro, ed è una costruzione religiosa ormai in disuso. Le trattative sono molto avanti e il 7 giugno prossimo conto di inaugurare il mio IEA».
Dieci camere di degenza, sale chirurgiche, un centro termale per le terapie inalatorie, un poliambulatorio, un reparto radiologico autosufficiente, e ancora cinque appartamenti bilocali per i famigliari dei ricoverati e altri cinque monolocali per i ricercatori: « Abbiamo deciso che sarà un IRCCS dove la ricerca avrà uno spazio molto ampio. Ho già preso accordi con le maggiori aziende di elettroacustica. La forma giuridica dell’Irccs ci permetterà di lavorare con tutte le università e di ricevere chiunque voglia specializzarsi in questa branca».
La mancanza di giovani da appassionare all’audiovestibologia è un po’ il cruccio del dottor Burdo che, nonostante la struttura autosufficiente operativa nel cuore dell’ospedale di Circolo, ha sempre costantemente bisogno di giovani medici: «Chiunque, neolaureato o laureando, avesse la passione per questa specialità un po’ di nicchia, troverà una scuola molto attiva».
Con le sue 37.000 prestazioni anne, 800 impiati realizzati e un programma innovativo e altamente tecnologico per il 2008, l’audiovestibologia di Sandro Burdo è uno dei fiori all’occhiello della sanità mondiale, sostenuta e coccolata da una Fondazione che sborsa, ogni anno, almeno 500.000 euro di spese tra contratti per almeno la metà dei 26 sanitari che lavorano, apparecchiature e formazione.
«La nostra intenzione – prosegue il dottor Burdo – è quella di realizzare una sinergia con l’azienda ospedaliera secondo i principi di sussidiarietà che da anni caratterizzano i rapporti tra l’ospedale e la Fondazione. I dieci posti letto potrebbero essere quelli dell’azienda, per esempio».
Dopo l’ospedale del bambino, Varese si ritrova con un secondo ambizioso progetto in ambito sanitario: «Il prossimo anno potrei andare in pensione, ma io ritengo di poter mettere a disposizione la mia esperienza a quanti sono appassionati a questo indirizzo. Abbiamo già contattato molti specialisti italiani che si sono detti disposti a condividere il progetto. Ci sono molte cose che si possono ancora fare. La tecnologia ha fatto passi da gigante. Ora stiamo studiando l’utilizzo del "satellitare", un sistema operativo avvenieristico che apre enormi scenari. L’ho provato ad Amburgo e ora sto cecando di mettere a punto la nostra versione…».
Frontiere tecnologiche inesplorate, limiti spinti sempre oltre: per il dottor Burdo la pensione può aspettare. Il suo futuro è targato IEA.
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