Rapina e percosse ai danni del prete, due in manette

I carabinieri di Gallarate indagano sull'episodio: possibile che il sacerdote ed il suo aggressore si conoscessero

Brutta avventura per il parroco di Sumirago, don Alfredo Terragni. Ieri sera, mercoledì 9 gennaio, un ventunenne marocchino, venditore ambulante, si è presentato presso l’abitazione del sacerdote in via Alcide De Gasperi chiedendo di fare una doccia perché, a suo dire, era da molto che non si lavava. L’anziano parroco lo ha fatto entrare, il marocchino ha fatto la doccia e prima di andarsene ha chiesto al prete 200 euro, necessarie per andare a Perugia a trovare il fratello. A quel punto il sacerdote ha risposto  di non avere tale cifra e lo ha invitato ad uscire da casa sua. Lo straniero, invece, ha minacciato don Terragni e gli ha detto che non se ne sarebbe andato senza i soldi: il prete intimorito ha estratto 10 euro dalla tasca, ma il marocchino si è chiuso la porta d’ingresso alle spalle per non permettere al sacerdote di scappare. Poi lo ha strattonato violentemente e malmenato, sottraendogli il portafoglio con all’interno poco meno di 100 euro. Poco dopo il prete è riuscito a divincolarsi e fuggire da una finestra, chiedendo aiuto. L’extracomunitario, che aveva un complice fuori dalla casa a fare da “palo” (un altro marocchino di 35 anni regolare in Italia), a quel punto è scappato a sua volta. I carabinieri della compagnia di Gallarate si sono messi sulle sue tracce, cercando i due individui in tutto il piccolo comune: alla fine li hanno trovati in un bar dove stavano già spendendo la refurtiva. Oltre a questa, in seguito delle perquisizioni di rito, sono stati rinvenuti due borsoni con merce varia di dubbia provenienza, tutta sequestrata; il "palo" aveva con sé a quanto pare anche delle candele, con tutta probabilità rubate in chiesa.

I due marocchini sono stati arrestati per rapina e sequestro di persona. Inoltre, da ulteriori accertamenti, i militari hanno scoperto che il più giovane, autore delle percosse ai danni del sacerdote, era clandestino e recidivo: già colpito da decreto di espulsione, non aveva infatti abbandonato il territorio italiano. Il parroco, medicato in ospedale a Gallarate, ha riportato diverse escoriazioni ed è stato dimesso con 7 giorni di prognosi. Ovviamente scosso dalla vicenda, don Alfredo commenta laconico: «La prossima volta starò più attento ed eviterò di aprire la porta a chiunque». I carabinieri stanno valutando con attenzione le circostanze dell’episodio: appurate rapina e percosse, rimane da chiarire una eventuale pregressa conoscenza tra il sacerdote e il suo aggressore. Si potrebbe così spiegare l’apertura della porta e il permesso di fare la doccia in casa del prete, cosa che anche ai militari appare andare oltre la semplice carità cristiana.

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Pubblicato il 10 Gennaio 2008
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