Rave party in cartiera. Due giorni di musica e droga

Quasi seimila ragazzi provenienti dall'Italia, dalla Francia e dalla Germania hanno occupato l'ex stabilimento per una lunga festa di Capodanno

Due giorni di rave party. Quasi seimila persone. La rotonda del Ponte di Vedano occupata da camper, macchine, furgoni provenienti dalla Francia, dalla Germania e da varie parti d’Italia.
L’ex cartiera "Sottrici", un mostro di cemento abbandonato da dieci anni, trasformato in una “comune” dove per oltre quarantotto ore la gente ha ballato, dormito, fumato e bevuto in ogni angolo libero, nei capannoni vuoti o tra i cespugli. Per chi frequenta i rave party niente di più normale, per la gente “normale” una bolgia che non lascia indifferenti.
1° gennaio ore 12: un giorno e mezzo dopo l’inizio della “festa”. La maggior parte dei ragazzi ormai è stravolta, dal sonno, dall’alcol e dalla droga. Cammina tra ogni sorta di rifiuto, escrementi, vomito, lattine e bottiglie vuote. Solo verso le 14 qualcuno risale in macchina per tornare a casa, o a piedi si avvia verso la stazione più vicina.

Dentro il rave continua: in diversi punti della cartiera sono state sistemate casse potentissime che trasmettono musica martellante; i ragazzi ballano a una spanna dai subwoofer, storditi. Alcuni, i più lucidi, salgono sulle scale che portano alle ciminiere e si sistemano sui tetti per guardare la situazione dall’alto. Gli altri dormono ovunque, nelle macchine, sui prati nelle tende che hanno sistemato negli spiazzi verdi. La droga circola senza discrezione: tranne l’eroina, tutto il resto si può trovare liberamente. C’è chi sniffa coca aspirandola dal cofano della macchina mentre le classiche “canne” sono tra le dita di chiunque, ragazzine e uomini non proprio giovanissimi.
Dai furgoni piazzati lungo i vialetti all’interno della cartiera c’è chi porge sacchetti di carta sussurrando: “Ketamina, buona, buonissima, 35 euro al grammo”.
Dopo giorni in cui in molti hanno mangiato poco o nulla alcuni si sono attrezzati e dai furgoni trasformati in negozi ambulanti vendono panini improvvisati e addirittura polenta e legumi in scatola.
Ogni angolo è trasformato in gabinetto e dove c’è un anfratto ci sono coppie appartate, gente con lo sguardo perso nel vuoto, oppure gruppetti di persone che hanno acceso un falò e chiacchierano intorno al fuoco che brucia sterpaglie e pezzi di mobili abbandonati. I “punkabbestia” sono ovunque:  ci sono cani di ogni razza e di ogni stazza che si muovono liberamente, alcuni alla ricerca dei padroni che neppure si sono accorti di averli persi.
La casa che si affaccia sulla strada, al fianco dell’ingresso della cartiera, è stata occupata nel corso della notte e i muri all’esterno presi di mira dai graffittari.
All’esterno, a cercare di controllare una situazione francamente incontrollabile, carabinieri, polizia locale e uomini della protezione civile. Dentro la cartiera nessuno in divisa e il perché non è difficile da immaginare
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Redazione VareseNews
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Pubblicato il 01 Gennaio 2008
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