Udc e studenti: “Noi ti vogliamo”

I rappresentanti degli studenti esprimono sostegno al papa insieme all'Udc

Riceviamo e pubblichiamo

A sua Santità  Benedetto XVI NOI TI VOGLIAMO

La Città di Varese, gli Studenti tutti, possono solo trasformare in una giornata di gioia e di ascolto la tua visita presso la nostra Università degli Studi dell’Insubria, per questo con forza ti diciamo NOI TI VOGLIAMO

Flavio Ibba Consigliere comunale UDC

Rappresentanti degli Studenti in Senato Accademico dell’Università degli Studi dell’Insubria

Antonio Banfi

Gianvincenzo Di Muro

 

Flavio Ibba: «

Sono un giovane politico cattolico ma impegnato a garantire il laicismo dello stato, per questo ritengo che ieri si è scritta un’altra pagina e di intolleranza antidemocratica della storia italiana dove la voce di 67 professori (su 5.000 docenti) e di pochi studenti (su 140.000) hanno censurato nella città culla del cristianesimo, e in una sede di confronto, la voce non solo di un autorità spirituale ma di uno dei più grandi studiosi di teologia del 900.

Gli studenti  i professori e noi tutti abbiamo perso un’opportunità di ascolto e di indirizzo.

Dopo l’incontro di oggi esco confortato che in Università di Varese la visita del papa è vista da tutti gli studenti come un opportunità».

 

 

Gianvincenzo Di Muro, Insieme per l’Insubria:  «La brutta reazione che si è tenuta presso l’università La Sapienza di Roma, mi ha colto notevolmente in disagio. Considero l’Università un luogo di incontro e di dialogo e non solo di didattica e ricerca. Avere il piacere di dialogare su dei grandi temi mondiali, come la pena di morte, l’aborto, la vita, l’ambiente, con una personalità così vicina a Dio e di così alto valore culturale, non può essere un incentivo per studenti e professori.

Comprendo la perplessità di tutti quei professori e ricercatori che si occupano di temi che la Chiesa non approva, ma non è con la manifestazione e il NO che si va avanti, la strada giusta è il confronto e il dialogo, auspicandoci ad un chiarimento ed a un punto di incontro, poi sappiamo tutti come è finita con Galileo Galilei.

Fatta questa premessa, mi piacerebbe tanto, che il Santo Padre, accettasse l’invito a venirci a trovare presso la nostra Università, convinto che non si dovrà preoccupare della sicurezza nella Sua persona, credo fortemente che sarà accolto con affetto da noi studenti».

 

 

Antonio Banfi, Studenti Insubria: «Come Rappresentante degli Studenti in Senato Accademico dell’Università degli Studi dell’Insubria ho sempre visto l’università come un luogo di incontro, discussione e formazione.

A tale scopo vengono organizzati seminari, dibattiti e una miriade di altre attività con lo scopo di dare spazio a testimonianze, esperienze personali e professionalità. La visita del papa durante l’inaugurazione dell’anno accademico sarebbe potuta essere vista, a mio avviso, come una grossa opportunità di confronto e di crescita indipendentemente dalle proprie credenze religiose. Inoltre Benedetto XVI rappresentando la Chiesa Cattolica è anche portavoce di una componente propria e caratterizzante della cultura e della storia italiana.

Ovviamente tutti sono liberi di manifestare quello che pensano ma probabilmente il mondo universitario è caratterizzato da ben altri problemi, per cui valga la pena ribellarsi, come la mancanza di fondi per la copertura dei vari insegnamenti e per la realizzazione delle infrastrutture che hanno obbligato quasi tutti gli atenei ad incrementare le “tasse” studentesche».

Redazione VareseNews
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Pubblicato il 16 Gennaio 2008
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