Vivisezione, Davide sospende lo sciopero della fame

Il sindaco Farioli ha raggiunto a casa sua il militante animalista, formalizzando un accordo per un futuro incontro pubblico tra UnInsubria e oppositori della sperimentazione

Riceviamo e pubblichiamo un comunicato stampa sulla questione della sperimentazione animale presso l’Università dell’Insubria

Il Sindaco Farioli ci ha raggiunti presso la mia abitazione per
formalizzare un accordo ad organizzare la conferenza pubblica sulla vivisezione. Riportiamo la lettera che gli abbiamo consegnato, dopo aver accettato l’insalata donata da lui a simboleggiare il mio ritorno al cibo… anche se i vegetariani non mangiano solo insalata…

Annulliamo il presidio di protesta davanti al comune di Busto Arsizio previsto per sabato 19 gennaio; ritiriamo l’appello a contattare la segreteria in segno di supporto allo sciopero della fame; confermiamo la mobilitazione nazionale lanciata in occasione del convegno di neuroscienze ai Molini Marzoli dell’Uninsubria di Busto Arsizio per il 22 gennaio dalle ore 9.30
alle ore 19.30.

LAV-Lega AntiVivisezione Busto Arsizio

Lettera dall’attivista in sciopero della fame al Sindaco Farioli e alla cittadinanza di Busto Arsizio

Gli animali non possono aspettare

Da anni sento la parola "aspettate". Suona all’orecchio di ogni persona che manifesta sensibilità e giustizia verso gli animali che vertono in condizioni disperate con una frequenza allucinante. Questo "aspettate" ha quasi sempre il significato di "mai".
Negli ultimi anni anche in Italia il movimento di liberazione animale ha adottato pratiche di lotta e le esperienze dolorose sono in parte passate anche sulla nostra pelle. Dalle circostanze ,le persecuzioni legali, le percosse alle manifestazioni, le continue iniziative che si scontravano con l’ignoranza e l’indifferenza che feriscono come coltelli affilati, abbiamo appreso che la libertà non è mai accordata volontariamente dall’oppressore; deve essere pretesa dall’oppresso e coloro che gli sono solidali.

Veniamo concepiti in una società che ci sottopone fin dall’infanzia ad assistere alla sofferenza degli animali e ci educa ad approfittare di essa. Nel contempo le parziali conquiste che vengono dalle varie parti del mondo annunciano che il cammino verso l’equità è alterno e fatto non solo di passi avanti. Ancora le tavole alle quali veniamo invitati ci costringono a sopportare di alimentarci alla presenza di cadaveri animali accanto al nostro piatto.

Forse è facile dire "aspettate" per coloro che non hanno mai sentito le freccie delle torture inflitte fluttuare veloci ad un millimetro dalle
proprie orecchie. Ma quando avete visto un uomo colpire con violenza un cane maschio che aveva coperto in un atto d’amore una femmina per staccarlo da lei…quando avete visto uscire insieme al pene del cane l’utero dalla cagna del "proprietario"che non voleva correre il rischio di vedere imbastardita la conseguente stirpe della sua sottomessa…quando avete visto i tutori della legge pieni di odio maledetto picchiare una donna disabile in sedia a rotelle perchè non indietreggiava dalla testa di un corteo che si avvicinava ad un allevamento al grido di liberazione degli esseri viventi lì imprigionati…quando vi addormentate faticosamente perchè scorrono davanti ai vostri occhi le immagini di miliardi di animali seviziati per ragioni non di follia individuale ma di pratica collettiva quotidiana…quando li sapete spaventati in una gabbia dove non arriva il sole e l’aria, nel buio della paura che è il frutto taciuto di un’epoca che si dice progressista…quando sentite la vostra lingua torcersi bruscamente quando vostro figlio di tre anni vi chiede: "Papà, perchè il pesce è fuori dal mare e si muove veloce?", quando passi davanti un bancone di una pescheria che fin dentro i tuoi polmoni esala il cattivo odore dell’esibizione di una mattanza… Quando attraversando nuovi territori non trovi qualcosa da mangiare che non derivi dallo sfruttamento e devi dichiararti allergico ai derivati animali per essere sicuro di non venir ingannato al momento di un acquisto…e ti chiedono se i vegetariani brucano solo erba…se non credi che anche gli ortaggi soffrano…che ci sono cose più imporatnti e urgenti…Mentre dentro ti tormenta giorno e notte il fatto che nessuno si accorga che basterebbe guardare negli occhi un animale per scovarne l’anima…Quando lottate tutti i giorni contro un sentimento che stordisce e induce a pensare "sono fuori dal mondo"… allora voi comprenderete perchè gli animali, insieme a noi, non possono aspettare.

Arriva il momento in cui gli uomini non accettano più di prosperare in un abisso di ingiustizia. Io spero che si possa capire, in fondo, in che miseria affondano le radici dell’impazienza.
Confesso che sono stato veramente deluso dai rappresentanti dei movimenti sociali dalle tendenze moderate…l’umanità ha di che pentirsi dell’odio dei persecutori, ma ancor di più si pentirà della spaventosa accondiscendenza dei buoni. Il conseguimento di una dimensione etica in cui vivere la convivenza delle diversità, alla ricerca della pace, non scorre sulle ruote del destino, ma avanza con lo sforzo incessante degli uomini che desiderano collaborare per un’esistenza migliore.

Per quanto ci sottovalutino e ci giuduchino a nostra volta vittime di un falso moralismo, il nostro destino di attivisti per la liberazione animale si incrocia con quello di chi perpetua una cruenta, terribile omologazione al massacro. Prima che gli uomini fondassero la loro supremazia di "civiltà" sulle rovine del regno naturale, gli animali abitavano la terra esercitando l’intelligenza di assicurare il proseguimento delle specie; prima che le armi di devastazione di massa dell’urbanizzazione relegassero alla prigionia e allo sterminio i popoli dei boschi e delle foreste, gli uomini per milioni di anni si sono sentiti pari a quegli affascinanti e possenti esseri animali non umani che difendevano niente di più che il territorio di loro appartenenza dai primordi.

Sono secoli che si ripetono le azioni, le rivendicazioni e le proteste a favore del riconoscimento all’autodeterminazione degli animali; molti umani sono morti e moltissimi vengono rinchiusi nelle galere perchè hanno saputo opporsi alle logiche di reificazione dei compagni animali, inconfutabilmente e visceralmente percepiti come tali.

Nonostante il subdolo disegno di sterminio in atto, gli animali, grazie ad un’inesauribile vitalità, continuano a proliferare e moltiplicarsi. Se tutte le brutture subite non hanno placato la loro voglia di scomparire dalla faccia del pianeta, allora possiamo contare sul fatto che anche la forza di chi sente il compito di dare voce a chi voce non ce l’ha non soffocherà in un ultimo grido di imperdonabile resa. Conquisteremo la libertà che è libertà per tutti gli oppressi, perchè la sete di ugualianza e la necessità di realizzare la bellezza che si manifesta quando ci astraiamo nel sognare, sono un tutt’uno con le nostre richieste che il vento stesso ripete e diffonde, emettendo un soffio leggero e incessante.
Un giorno il genere umano riconoscerà altri suoi veri grandi uomini.
Saranno i vari Barry Horne, deceduto in un carcere dell’Inghilterra in
seguito ad un estenuante sciopero della fame per mettere di fronte alle sue false promesse il capo del governo Blair, il quale conquistò
subdolamente voti in campagna elettorale dichiarando di avviare un
processo di eliminazione della vivisezione. Saranno le July Phipps,
investita a morte, che ha interposto il proprio corpo inerme tra un camion che trasportava bovini diretti allo strazio della macellazione e la cancellata varcata la quale si sarebbe compiuto lo sbudellamento. Saranno le gattare che esauriscono i soldi delle pensioni e i volontari dei canili che dedicano ogni momento che riescono a sottrarre al ricatto del lavoro per far evadere dalla solitudine per qualche minuto il detenuto a quattro zampe di quattro spoglie, fredde e ristrette mura. Saranno coloro che vanno a disturbare le battute di caccia e ricevono pallottole
intimidatorie dai cacciatori. Saranno coloro che ridanno una vita
selvatica agli animali considerati da pelliccia. Saranno coloro che non ridono di fronte alla loro umiliazione, che non godono del loro sadico addomesticamento. Saranno coloro che diffondono il messagio antispecista nelle strade delle città, ancora troppo sorde per la frenesia e il disamore.

Saranno coloro che decidono di combattere con il solo ausilio della coscenza. Io sono in difficoltà già al quinto giorno di astenzione al cibo, anche perchè sussegue una delicata operazione in anestesia totale per la rottura di una vertebra. Vi chiedo di concedere la possibilità alla causa che porto avanti di conseguire il vostro interesse. Auspico una conferenza pubblica patrocinata dal Comune che, con la partecipazione delle controparti, coinvolga i bustocchi sul drammatico tema vivisezione all’Università dell’Insubria, per di più in edifici pubblici e con i soldi
dei contribuenti.

Il primo cittadino Gianluigi Farioli aspetta a risponedermi e impone
un’attesa insopporatabile ai migliaia di animali in questione.
Aiutatemi, supportate la campagna Offensiva all’Uninsubria della
Coalizione contro la vivisezione nelle Università.
Per ulteriori informazioni: http://www.bastavivisezione.net.

Vi ringrazio anticipatamente e ringrazio tutte le persone che mi hanno sostenuto per la liberazione animale, passando da Busto Arsizio libera dalla vivisezione

Davide

Redazione VareseNews
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Pubblicato il 18 Gennaio 2008
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