Cgil: “Malpensa, è il tempo delle scelte e delle decisioni”

Nota del sindacato dopo l'attivo della Filt Lombardia svolta lo scorso 25 febbraio

Riceviamo e pubblichiamo 

La lunga crisi di Alitalia è all’origine di quanto avverrà nel gruppo SEA e nell’indotto di Malpensa con fortissime ricadute economiche e occupazionali. 

Il piano di sopravvivenza di Alitalia, deciso ad agosto non era solo destinato a garantire continuità aziendale, ma si è rilevato strutturale ed aderente alla ipotesi di vendita ad Air France, che infatti lo ha totalmente confermato. 

La nostra azione sindacale in questi mesi, con gli scioperi di ottobre, novembre, febbraio, ha cercato di contrastare il piano di Alitalia/AF mettendo al centro il futuro di Malpensa e del lavoro. Un’azione autonoma in presenza di una forte politicizzazione della questione, diventata ormai oggetto della campagna elettorale ed aggravata dalla crisi di governo. 

La crisi di Alitalia è invece una crisi della capacità del Paese di avere un progetto nel trasporto aereo e nella sua impresa più importante. Se siamo ormai alla vendita o al fallimento, della compagnia di bandiera, le responsabilità vanno divise tra tutti coloro che hanno governato e gestito l’impresa. 

A quasi un mese dal taglio dei voli su Malpensa che assommano a circa il 75% dei voli di Alitalia ( da 1238 a 347 ) equivalenti a circa 7 milioni di passeggeri e con una riduzione dei ricavi pari a quelli realizzati dall’intero aeroporto di Linate, diventa non più rinviabile una trattativa che affronti il futuro del Gruppo SEA, dei livelli occupazionali e dei diritti dei lavoratori. 

Una crisi senza precedenti sia nel trasporto aereo che per SEA deve necessariamente essere affrontata con strumenti eccezionali, senza i quali il rischio di esuberi nel Gruppo e di una crisi strutturale di SEA Handling diventerebbero altissimi. Si è di fronte ad una crisi di attività che determina una crisi gravissima in termini  economici. 

Da settembre, abbiamo identificato ed abbiamo lavorato per tenere assieme i lavoratori di SEA, del trasporto aereo e dell’indotto di Malpensa. 

Da subito abbiamo proposto che venissero introdotti gli ammortizzatori sociali come uno strumento, non l’unico, da utilizzare per attenuare gli effetti della crisi. 

Dopo l’incontro con il Sindaco di Milano, in qualità di maggiore azionista , la riunione con SEA del 22/2 ha presentato dati di riduzione dei voli e di mancati ricavi tali da pregiudicare la continuità di SEA Handling  perché il bilancio consolidato di SEA spa per l’anno 2008 produrrà un passivo, per la prima volta nella storia di questa azienda. 

La stessa presenza di lavoro precario, che ha acquisito tutti i diritti per ritenersi stabile, impone soluzioni di tutela più alte e con soluzioni però più complesse.

Si tratta di gestire una crisi gravissima, impedendo che l’azienda si frantumi ed il lavoro paghi interamente il prezzo di questa situazione. Si tratta di gestire una fase di 18/24 mesi di estrema difficoltà, ma con la convinzione che il ragionamento che abbiamo sempre sostenuto, che Malpensa e gli aeroporti di Milano sono collocati nell’area più ricca e produttiva del sistema economico del Paese, che il trasporto aereo non è in crisi anzi c’è la certezza della sua crescita e che quindi nel breve medio periodo non è una utopia sostenere che Malpensa possa riconferma un suo ruolo strategico anche se diverso dall’attuale.

La trattativa con SEA diventa quindi una via obbligata senza la quale i tagli dei voli si trasformerebbero  in  tagli  occupazionali  e  tutte  le  scelte su SEA Handling e su  SEA spa avverrebbero fuori da ogni confronto con il sindacato e la RSU, con decisioni unilaterali della proprietà e del management.

Il tempo a disposizione si sta riducendo di giorno in giorno e il sindacato non può attendere che altri: la politica, il Governo, la Regione,  prendano  ipotetiche  diverse  decisioni che ad oggi si sono  rilevate  esclusivamente illusorie (compagnia del nord, slot, moratoria ect.). 

Se tutti hanno consapevolezza dei  problemi che i tagli di Alitalia producono sul Gruppo SEA, su SEA Handling e sui risultati economici di SEA spa, se tutti condividono che gli obiettivi di non parlare di esuberi e di mantenere l’handling nel perimetro aziendale di SEA spa, diventa conseguenza naturale andare avanti con la trattativa. 

L’alternativa a tutto ciò è una sola: le decisioni saranno prese senza nessuna mediazione che tuteli gli interessi del lavoro e dei lavoratori, SEA Handling uscirà dal perimetro aziendale di SEA spa, il gruppo SEA senza un accordo sull’utilizzo degli ammortizzatori sociali procederà all’attivazione della Legge 223/91 individuando il numero degli esuberi e i conseguenti licenziamenti. 

La FILT – CGIL è contraria alla realizzazione di questa alternativa, la FILT – CGIL cercherà sino all’ultimo di governare questa fase nell’interesse del lavoro e dei lavoratori, sapendo che si dovrà parlare anche di un minor impatto del costo del lavoro, ragionamenti chiaramente tutti da costruire, ma anche qui convinti che non potrà essere l’unico elemento su cui incidere. 

I punti, per noi, irrinunciabili della trattativa sono:

– utilizzo della cassa integrazione e del fondo bilaterale del Trasporto Aereo per tutto il gruppo SEA per impedire licenziamenti collettivi, sia dei lavoratori a tempo indeterminato che dei “precari storici”. 

– mantenimento nel perimetro aziendale del gruppo SEA, di SEA Handling con impegno esplicito da parte degli azionisti 

– riorganizzazione di tutto il gruppo SEA e di SEA Handling per realizzare il punto precedente, agendo sia sui costi che sui ricavi. Tutto ciò dovrà coinvolgere verticalmente tutti i livelli dei lavoratori, compresi i dirigenti. 

L’attivo delle strutture regionali – territoriali – aziendali della FILT – CGIL, degli eletti nelle RSU di Malpensa e Linate, dà mandato alla delegazione trattante a ricercare la più forte unità con FIT – CISL , UILTrasporti e con tutte le altre sigle sindacali, ritiene fondamentale il coinvolgimento della RSU e dei lavoratori con assemblee da tenersi dopo la trattativa del 27 febbraio. 

L’attivo è consapevole di essere in una fase cruciale, condividendo gli obiettivi posti dall’organizzazione, ritiene indispensabile un forte livello di informazione e coinvolgimento di tutti i delegati e attivisti per creare le condizioni di un serrato confronto con i lavoratori.

L’attivo generale dei rappresentanti sindacali e di tutte le strutture della FILT – CGIL del Gruppo SEA ha approvato all’unanimità con un astenuto il presente ordine del giorno. 

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Pubblicato il 26 Febbraio 2008
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