Energi.Va, il punto della situazione

Reso noto, presso la sede locale dell'Unione industriali, il bilancio delle attività 2007 del consorzio per l'energia

La missione è sempre la stessa, da otto anni a questa parte: individuare sul mercato delle fonti energetiche le migliori condizioni economiche per le imprese. Quelle iscritte a “Energi.Va”, il consorzio di acquisto di energia elettrica e di gas metano costituito nel 1999 per iniziativa dell’Unione degli Industriali della Provincia di Varese.

Il punto della situazione sull’attività del Consorzio nel 2007, sullo scenario energetico internazionale e sulle attese per il prossimo futuro è stato fatto durante l’Assemblea annuale che “Energi.Va” ha tenuto ieri nella sede di Gallarate dell’Unione Industriali. Con uno sguardo che è andato oltre il contingente. “Giunti all’ottavo anno di vita del nostro consorzio di acquisto – ha detto nel suo intervento il Presidente di “Energi.Va”, Gianluigi Casati – credo sia ormai opportuna una valutazione della sua attività che vada oltre l’ottica temporale del singolo esercizio amministrativo per allargarsi invece a considerazioni e prospettive di più ampio respiro, sia di natura temporale, sia di natura amministrativa”. Un’analisi a ritroso che ha toccato i numeri di una crescita costante. Nel 1999 a dare vita al Consorzio furono 46 imprese fondatrici. Oggi, invece, si contano 202 soci che, solo per quanto riguarda il versante dell’energia elettrica, consumano intorno ai 650 milioni di chilowattora all’anno.

Tutte realtà economiche che hanno potuto beneficiare della logica dell’aggregazione della domanda, tipica dell’acquisto consortile, per spuntare i migliori prezzi sul mercato. Una vera e propria priorità di fronte alla crescita dei costi delle materie prime, in particolare quello del petrolio che sul finire del 2007 ha toccato, oggi superandola, la soglia dei 100 dollari al barile. Risultato: le imprese consorziate in “Energi.Va” hanno potuto attenuare le conseguenze di una bolletta energetica arrivata a livelli record. Questo anche grazie alla stretta collaborazione avviata cinque anni fa con Espansione Srl, la società grossista di energia elettrica dell’Unione Industriali della Provincia di Varese, partecipata anche dalle associazioni territoriali di Como, Lecco e Legnano. Dal gennaio 2003, infatti, “Energi.Va” acquista energia elettrica tramite Espansione Srl, con importanti vantaggi, in termini di prezzo, per le imprese. Un risultato ottenuto grazie al fatto che Espansione opera sul mercato con una logica diversa rispetto ai tradizionali fornitori. Come? Tutti i vantaggi ottenuti sul fronte dei prezzi vengono interamente ribaltati sulla clientela consortile, senza dunque ricavarne alcun profitto.

Unica bussola, dunque, è quella della competitività delle imprese del territorio, messa a dura prova da uno scenario che penalizza l’economia italiana più di altre. “Il nostro Paese – ha spiegato Gianluigi Casati durante la sua relazione – dipende dall’estero per circa il 90% del proprio fabbisogno di energia primaria, con elevati costi di approvvigionamento. L’Europa dei 25 presenta una dipendenza pari al 65%, mentre l’Europa a 15 limita la sua dipendenza al 38%”. Altro elemento di debolezza del sistema elettrico italiano messo in evidenza dal Presidente di “Energi.Va” è “la scarsa diversificazione del mix delle fonti energetiche: il gas naturale proviene prevalentemente da due soli paesi: Russia ed Algeria, caratterizzati da un elevato rischio di instabilità dal punto di vista geopolitico”. Fattori che “si riflettono in prezzi dell’energia elettrica particolarmente elevati per consumatori industriali e domestici”.

Fin qui la diagnosi, alla quale sono seguite le proposte di cura: “È indispensabile – ha continuato Gianluigi Casati – che l’Italia si doti di una politica energetica strategica che sappia creare i presupposti per un equilibrato sviluppo di tre diverse esigenze: la competitività del sistema industriale, la sicurezza degli approvvigionamenti e, inevitabilmente, la tutela ambientale”. Oltre ad una maggiore diversificazione delle aree geografiche di provenienza dell’energia occorre, secondo Casati, “bilanciare il mix delle fonti di produzione utilizzato per ottenere energia elettrica, valutando e sostenendo l’introduzione di nuove tecnologie alternative e complementari al gas, quali ad esempio il carbone pulito”. E poi ancora: “È essenziale  definire efficienti iter autorizzativi per il completamento dei progetti infrastrutturali per la realizzazione di rigassificatori, gasdotti, riconversioni di centrali elettriche, nuovi impianti da fonti rinnovabili, reti elettriche ad alta e media tensione”. Su questo punto l’appello è rivolto alla politica che “deve saper coinvolgere su questi progetti il tessuto sociale delle aree interessate, per giungere ad una reale condivisione degli obiettivi e a una convinta accettazioni delle soluzioni da adottare”.

Il tutto tenendo ben presente, avverte ancora Casati, “che è inoltre indispensabile avviare nel nostro Paese una seria riflessione sull’opzione nucleare”. A due condizioni, però: “Che i problemi posti dalla sicurezza delle centrali e dall’eliminazione dei rifiuti radioattivi siano risolti in modo accettabile, e che il governo riesca a facilitare gli investimenti del settore privato”.

Un’analisi di lungo periodo che, tornando alla realtà locale, si affianca alle prospettive legate ai prossimi anni. Lo sguardo di “Energi.Va”, in questo caso, è rivolto al 2009, quando le imprese consorziate si potranno avvantaggiare ulteriormente della stretta collaborazione con Espansione Srl, nel cui capitale sociale è entrata a far parte ERG Power & Gas, società del Gruppo multienergia ERG. La partnership con ERG, infatti, è un passo avanti importante per Espansione. Oltre alla commercializzazione dell’energia elettrica, ora Espansione completa l’integrazione verticale con la partecipazione diretta di un produttore che opera sia attraverso le fonti tradizionali, sia attraverso l’utilizzo di fonti rinnovabili. Con l’obiettivo di garantire alle imprese risultati ancor più favorevoli rispetto a quelli già buoni ottenuti fino a oggi. “Gli effetti più significativi – ha spiegato Casati – dovrebbero farsi sentire compiutamente nel 2009, quando la collaborazione con ERG entrerà a pieno regime”.  

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Pubblicato il 21 Febbraio 2008
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