Foibe: “il consiglio comunale vota, il sindaco fa a modo suo”

Giornata del ricordo per le vittime istriane e dalmate, ma nulla per ricordare le vittime slave dell'occupazione italiana in Jugoslavia, come aveva invece deciso il consiglio comunale

La storia va conosciuta tutta, non solo quella che fa comodo politicamente, o che ancora ci fa soffrire. Lo sottolinea, alle soglie della Giornata del Ricordo dedicata alle vittime delle foibe, il consigliere comunale di Rifondazione Comunista Antonello Corrado. Un anno fa il consiglio comunale approvò una risoluzione di AN, firmata dai consiglieri Francesco Lattuada e Giovanni Pellegatta che chiedeva di solennizzare con iniziative la giornata del 10 febbraio, istituita dal governo Berlusconi. Il documento passò, ma fu approvato con un emendamento di Rifondazione che chiedeva di ricordare anche le migliaia di vittime slave dell’occupazione italiana in Jugoslavia (1941-1943).

Si tratta di una pagina di storia odiosa, che conoscono in pochissimi e che stronca il concetto di "italiani brava gente". Una vicenda di repressione, rappresaglie, arresti, torture, fucilazioni, deportazioni, campi di concentramento come ad Arbe e Gonars, dove morirono di stenti migliaia di sloveni e croati, colpevoli in gran parte solo di patriottismo e antifascismo, o rastrellati per rappresaglia dopo le feroci azioni di guerriglia dei partigiani titoisti. Il tutto condito da generali cinici che dichiaravano "Si ammazza troppo poco" e raccomandavano la "testa per dente" come principio su cui basare la rappresaglia. Fatti che esacerbarono gli animi già bollenti delle popolazioni locali, e che, con l’oppressione fascista patita nel Ventennio dagli slavi trovatisi sotto sovranità italiana (da Tarvisio a Pola e Fiume, fino a Zara), spiegano ma non giustificano quanto accaduto nel settembre 1943 e di nuovo dal 1945 in avanti. Mesi orribili, in cui italiano divenne sinonimo di fascista, e slavo di antifascista. Risultato netto: orribili crudeltà, infoibamenti a centinaia e centinaia, lavori forzati, violenze, e alla fine la fuga di 350.000 persone accolte spesso con ostilità in un’Italia accecata dall’odio fratricida della guerra civile. Persone che solo con il tempo hanno trovato modo di sentirsi chiedere scusa.

Tornando alla Busto di oggi, Corrado bolla il sindaco Farioli come autore di una "gaffe" per non aver predisposto alcun ricordo delle vittime slave – cosa che peraltro non è la prima che venga in mente in queste cicrostanze. "Dopo aver preso posizione (a nome di tutti, ma senza che tutti fossero d’accordo) a favore del Papa ed aver inviato inpropriamente il Gonfalone della Città a Roma, eccolo commettere una nuova goffa scelta" scrive Corrado. "Il 10 febbraio si commemorerà la tragedia degli italiani e di tutte le vittime delle foibe e dell’esodo dalle loro terre degli Istriani, Fiumani e Dalmati. Fatto degno di encomio: chiunque venga ucciso, specie con quelle modaltà e quella crudeltà, va ricordato. A Busto poi abbiamo una numerosa comunità di reduci da quell’esodo. Ma vanno ricordati anche altri. E caro Sindaco, va ricordato ogni tanto anche cosa vota il Consiglio Comunale".

L’8 febbraio 2007 fu deciso in consiglio di ricordare "non solo le vittime di parte italiana, ma anche quelle di parte jugoslava uccise dal Regio Esercito e dalle camicie nere fasciste durante l’occupazione di parte della Slovenia e della Croazia (Dalmazia) nel periodo 1941-1943. Chiedo quindi che il Sindaco Farioli prenda coscienza dell’errore e modifichi le iniziative prese per l’occasione. Perchè non possano più esistere martiri di serie A o di serie B". O, come si diceva ieri, i nostri e i loro: ed è un passo non facile, che richiede non di rigettare il concetto di patria, ma di allargarlo a inglobare l’umanità.

Tutti gli eventi

di agosto  a Materia

Via Confalonieri, 5 - Castronno

Redazione VareseNews
redazione@varesenews.it

Noi della redazione di VareseNews crediamo che una buona informazione contribuisca a migliorare la vita di tutti. Ogni giorno lavoriamo cercando di stimolare curiosità e spirito critico.

Pubblicato il 07 Febbraio 2008
Leggi i commenti

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di VareseNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.


Vuoi leggere VareseNews senza pubblicità?
Diventa un nostro sostenitore!



Sostienici!


Oppure disabilita l'Adblock per continuare a leggere le nostre notizie.