Il RIS di Parma “incastra” di nuovo la “banda dei bar”

Già in cella per altri reati analoghi, tre albanesi arcinoti alle forze dell'ordine sarebbero responsabili di ulteriori furti a Cassano Magnago e Lonate Pozzolo

Questa mattina, presso le carceri di Brissogne-Aosta e dei Miogni a Varese i carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile di Busto Arsizio e delle Stazioni di Lonate Pozzolo e Cassano Magnago hanno notificato in carcere tre misure cautelari a carico di altrettantti detenuti, emesse dal GIP Chiara Venturi su richiesta del sostituto procuratore Giulia Pantano.
Le accuse contestate sono furto aggravato in concorso e ricettazione, per due episodi di furti in bar.

Gli indagati sono vecchie conoscenze delle forze dell’ordine: una vera e propria banda "incastrata", ancora una volta, dal RIS di Parma con le sue accurate analisi biologiche sui reperti trovati sulla scena dei crimini. Vucaj Agostin 27enne, Mema Flamur, 23enne e Mema Edmond di 29 anni si trovavano già in carcere per aver commesso altri reati contro il patrimonio: "colpi" assortiti che prendevano di mira appartamenti, esercizi commerciali e quanto capitasse a portata di mano. Per Mema Flamur non è peraltro una novità essere "pizzicato" "scientificamente", visto che appena un mese fa gli era stata contestato un’altro furto, questa volta commesso a Samarate.

Vucaj e Mema Flamur sono accusati del furto ai danni del bar Pappagallo di Cassagno Magnago avvenuto nella notte tra il 10 e l’11 aprile 2006. Quella notte i ladri si erano introdotti all’interno dell’esercizio commerciale da una finestra dopo aver tagliato l’inferriata di protezione, portandosi via il denaro contenuto nelle macchine da gioco e nel registratore di cassa, circa mille euro.
Dopo la denuncia da parte del titolare dell’esercizio, la squadra rilievi del Nucleo Operativo e Radiomobile di Busto Arsizio all’atto del sopralluogo trovò alcuni mozziconi di sigaretta ed un fazzoletto di carta che vennero puntualmente mandati al RIS di Parma per le analisi biologiche del caso. Queste, comparate con il database di profili genetici in possesso della Sezione di Biologia del RIS, hanno consentito poi di risalire agli autori del fatto reato la cui presenza sulla scena del furto appare a questo punto provata in modo inconfutabile.

Ma non finisce qui. Il 23 aprile 2006, i carabinieri di Lonate Pozzolo erano intervenuti in Via Cellini dove si era verificato un sinistro stradale. Sul luogo del sinistro i carabinieri constatarono che il conducente di una delle auto coinvolte si era dato alla fuga ed aveva abbandonato una Mitsubishi Space Star poi risultata rubata alcuni giorni prima a Samarate. Sull’auto vennero rinvenuti arnesi atti allo scasso ed alcuni oggetti che vennero sottoposti a rilievi tecnici, trovando campioni anche in questo caso inoltrati alla Sezione di Biologia del RIS di Parma. E ancora una volta le analisi hanno "incastrato" Vucaj Agostin e Mema Flamur.

Dei tre colpiti dalle nuove misure cautelari, Vucaj e Mema Edmond dovranno anche rispondere del reato di ricettazione, perché lo scorso 6 novembre 2006, all’atto di una perquisizione
domiciliare, gli vennero trovati in casa un cellulare rubato a Luino il 24 settembre dello stesso anno, 127 stecche di sigarette sottratte ad un Bar Tabacchi a Lonate Pozzolo e alcuni gettoni per autolavaggio (!) rubati durante un furto ai danni di un privato.

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Pubblicato il 19 Febbraio 2008
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