“Il vero amore è quello di don Isidoro, non quello di Luxuria…”

Enrico Salomi (Udc) polemizza con Rifondazione che ha organizzato una festa di San Valentino aperta a tutti, senza distinzione di orientamento sessuale

Riceviamo e pubblichiamo

Ho avuto modo di leggere con estremo interesse la proposta avanzata da Rifondazione Comunista e dalla consueta pletora di sigle comuniste che abitualmente la fiancheggiano in merito alla organizzazione di una serata di San Valentino tutta "particolare".

A dir la verità non sono trasalito nel leggere tale proposta sui mezzi di informazione solo perchè il consigliere comunale Antonio Corrado, ben conoscendo la mia suscettibilità su certe tematiche, aveva avuto l’accortezza di anticiparmela nel bel mezzo del cortile del Comune, alla presenza dell’Assessore Gigi Chierichetti e del Presidente della Commissione Famiglia Donatella Fraschini.

Ho declinato con cortesia, ma con ancora più fermezza, la proposta di partecipare a questa "festa di San Valentino" etero-omo-bi-trans-sessuale, a maggior ragione nel momento in cui si spegneranno le luci e si darà via libera al cosidetto "bacio libero".

Sinceramente, con tutti i miei difetti, mi manca però quello di prendere parte ad un momento che i romani sintetizzerebbero con un " ‘ndo cojo, cojo "…

La richiesta, poi, di avere il patrocinio comunale per l’iniziativa è paradossale e sinceramente sa di esserlo: non aspetta altro che di essere respinta dalla Giunta per alimentare le consuete polemiche in merito ad una presunta omofobia del Comune di Busto Arsizio e ad un fondamentalismo religioso che ha come "fissa" le radici giudaico-cristiane, la presenza del Gonfalone in Piazza San Pietro, la tutela della vita nascente e così via…

San Valentino è il giorno dell’amore e degli innamorati.

Forse, a tal proposito, bisognerebbe ricordare chi era San Valentino.

Valentino è stato un vescovo e un martire italiano.

Morì decapitato per mano di un soldato romano, per aver unito in matrimonio una giovane credente cristiana ed un legionario di religione pagana, contravvenendo a quella che era la regola del tempo, ossia l’impossibilità di conciliare religioni diverse.

Sinceramente accostare il suo ricordo al "condom libero e bello" (e gratuito) ci sembra abbastanza blasfemo.

Ma se proprio non vogliamo scomodare il ricordo di un Santo del I secondo d.c., qual è stato Valentino, forse basterebbe ricordare un altro esempio dell’amore che qui a Busto Arsizio ci fa da stella polare.

Stiamo parlando di Don Isidoro Meschi, martire dell’amore e della carità che sarà ricordato, nell’anniversario della sua morte, proprio il 14 febbraio con una Messa a suffragio (alle ore 21 presso la Chiesa di San Giuseppe).

Proprio Rifondazione Comunista aveva proposto di intitolare alla sua memoria la futura Fondazione Culturale Giovanile (poi intestata dalla Provincia di Varese a Giovanni Blini), ma evidentemente questa era stata una proposta del tutto strumentale, visto che ora i comunisti hanno organizzato in contemporanea al ricordo di Don Isidoro un happening variopinto e di dubbio gusto.

Don Isidoro Meschi è stato davvero un simbolo dell’amore: il suo impegno per i giovani, i disagiati, i tossicodipendenti, gli studenti, lo sport, la cultura, il giornalismo e (naturalmente) il popolo cristiano incarnano un valore che non è soltanto religioso, ma che è soprattutto un valore civile dell’intera città.

Allora il mio invito è quello che il 14 febbraio i cittadini di Busto Arsizio ricordino l’amore vero testimoniato da Don Isidoro (magari partecipando alla Messa in suo suffragio), più che l’amore secondo i Village People, Franco Grillini e Vladimir Luxuria.

O, tutt’al più, che si facciano gli affari propri, festeggiando la festa degli innamorati con fidanzati, fidanzate, mariti e mogli…

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Pubblicato il 08 Febbraio 2008
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