Matrimonio Aspem, Varese rassicura Linea Group
"Proposta seria, presto una decisione". Ma dietro l'angolo i contraccolpi politici del no a Prealpigas
Varese batte un colpo e rassicura Cremona: il matrimonio tra Aspem e Linea Group piace molto ai varesini e presto sarà presa una decisione. E’ con un comunicato scarno e senza commenti che la giunta ha deciso di rispondere alla sollecitazione lanciata ieri da Lgh, la società che riunisce le municipalizzate di Cremona, Crema, Pavia, Lodi, Rovato, con la quale Aspem sta trattando la fusione dei suoi servizi di gas e rifiuti.
Dal punto di vista politico è un segnale forte. La società della bassa Lombardia si è fatta avanti da tempo e aveva deciso ieri di ribadire pubblicamente il suo interessamento, forse perché vuole stringere i tempi. Oggi il sindaco Fontana ha riunito la giunta ed esaminato la proposta che l’amministrazione giudica seria. Ha quindi dato mandato all’assessore Fabio Carella (società partecipate) di relazionare alla commissione affari generali il prossimo 4 marzo. Nella prossima seduta, la giunta esprimerà un parere, che sarà successivamente sottoposto al consiglio comunale dove sarà presa la decisione definitiva.
LGh propone sostanzialmente uno scambio di azioni: a Varese sarà riservato un 13% della nuova società. In questo modo, la città giardino sceglie la politica del doppio binario, dove da una parte, per l’acqua, fa un accordo a carattere provinciale con Gallarate e Busto Arsizio andando a costituire una società unica, per la gestione, che si chiama Prealpi Servizi (le proprietà delle reti finiranno invece in un’altra società, sempre a carattere provinciale , che oggi viene definita
Dall’altra parte, per gas e rifiuti, Varese si è sottratta all’alleanza con il sud della Provincia (e considerate che il gas è il business che vale di più), andando a trattare proprio con la holding della bassa lombarda che unisce amministrazioni sia di destra che di sinistra. In quella che, dopo la corazzata Milano-Brescia (A2a), è la seconda azienda municipalizzata della regione. Non si tratta dunque di una operazione al ribasso ma dell’ingresso delle nostre reti in una conglomerata industriale di alto livello. La decisione nasconde però un passaggio politico molto delicato, se è vero che il piccolo gasdotto varesino (407 km di rete di distribuzione) era molto ambito da Prealpi gas, la holding di Gallarate e Busto Arsizio, e che ciò ha provocato dei contraccolpi nella maggioranza di centrodestra.
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