“Non ti chiedo chi ami, dimmi se ami”
Riflessioni degli organizzatori sulle reazioni alla festa di San Valentino organizzata per questa sera al Museo del Tessile
Riceviamo e pubblichiamo
Quando nel ormai lontano dicembre 2007, con ancora Prodi al governo e noi comunisti a chiederci un sacco di perché, con Corrado e i segretari Jarno Marchioeri per il PRC e Cosimo Cerardi per il PdCI cominciammo a pensare ad iniziative "a sinistra", compresa TUTTE LE FACCE DELL’AMORE, non immaginavamo fino in fondo il clamore dell’idea.
Nata dall’esigenza di mettere in agenda riflessioni ed iniziative volte al cambiamento della "realtà esistente"a cominciare da Busto, siamo partiti con un pensiero inclusivo, non discriminante in cui si ponesse al centro il "diritto ad amare" che si traduce anche nell’avere casa, lavoro ed ambiente e patti e contratti civili a misura della complessità dell’oggi.
La Festa di San Valentino, che in quanto merce venduta e consumata secondo un target "economicamente e culturalmente correct", quindi "possibile e visibile", per noi è diventata il "luogo"in cui spiazzare il mercato e la norma; è diventata l’occasione anche per noi di pensare, parlare, incontrare, direi, educarci a "comprendere" che è "apprendere insieme".
Non abbiamo in tasca soluzioni o ricette per la costruzione della convivenza fra le persone e abbiamo provato a praticarla. Siamo quattro uomini ad aver avviato questa Festa e per "statuto biologico" qualcosa può esserci sfuggito o in qualcosa mancato.
TUTTE LE FACCE DELL’AMORE è una festa perché l’amore prima di essere promessa ed impegno è gioia per tutti gli uomini e tutte le donne.
Perché l’amore sia un piacevole diritto. E la festa è divertimento e come gioco è ambito di prova per riscrivere la norma e la normalità.
TUTTE LE FACCE DELL’AMORE era ed è un momento in cui persone che si amano possono venire a far festa.
Abbiamo incontrato tantissimi consensi e assistito a dibattiti telematici con molti cenni di sostegno all’iniziativa, contributi di pensiero da Bologna, lunghe chiacchierate con Bruno di ASA Milano e Giovanni della Contina, l’impegno dei due partiti Comunisti in città ed in Provincia, ma poco a Busto e poco dalla nostra Provincia. Quel poco è però importantissimo, perché sono uomini e donne che hanno preparato i momenti della festa e sono anche madri e padri. E a chi è è arrivato e a chi arriverà non si chiederà "chi ami?", ma "se ami"….e scoprire che si può amare anche un’idea.
A Busto abbiamo toccato un nervo scoperto: ciò che si fa sotto le coperte non si può dire o farlo sulla lavatrice, se no si diventa ciechi, e sulla lavatrice in centrifuga anche un po’ agitati. A Busto il corpo può essere usato nello struscio in centro per le botteghe che stanno a fianco della chiesa. A Busto le cosacce vanno fatte non prima del matrimonio possibilmente religioso e non durante i pasti, se no vuol dire che lo fai sul tavolo. Altri modi e altri desideri fra persone libere e consenzienti non sono più cosacce, ma cose sporche, da mettere al rogo. A Busto ti dicono anche come e se parlare di certe cose per non renderle "palcoscenico e spettacolo"; i sacerdoti del rito politico ne detengono il potere del senso e dei segni, fare altrimenti è eresia.
E’ il rogo laico. A Busto c’è la tradizone ovvero la "consuetudine della comunità"…ma qual è la comunità oggi? Da chi è formata? Quale dialogo fra le antichità e le novità? Ci sono stati uomini e donne nei secoli che hanno rotto con le tradizoni e hanno portato innovazioni divenute consuetudini a loro volta poi superate…siamo peggio degli scimmioni di Kubrick; nemmeno vediamo il monolite; abbiamo annichilito, chi per convenienza chi perché proprio non ce la fa ( meno che Bruno Vespa non faccia un plastico) la capacità di cogliere un messaggio.
Una città sprecona la nostra perché l’occasione per molti è stata persa… l’occasione di stare zitti, l’occasione di prender parte, l’occasione di costruire, l’occasione di fare qualcosa di diverso, l’occasione di fare "qualcosa di sinistra". E sono stati, oltre agli attacchi di "appartenenza" prevedibili, non nel loro livore e volgarità, le assenza di quanti sedicenti di sinistra, o progressisti o alternativi di fedi ed ideologie hanno trovato "disdicevoli" la lotteria hard "Pesca la Banana", oppure "il bacio libero e consenziente", declinando così l’invito facendo come quello che indicandogli la luna guardava il dito.
Oppure in chi si candida come alternativa a Berlusconi fare un’unica uscita a mezzo stampa dopo quasi una settimana di dibattito, poi distinguendosi per l’imbarazzante nullità di pensiero e di proposta; quelli un tempo partiti democratici, ma oggi non si sa destinati dove; quelli dello slogan "si può fare", sì, ma cosa e per fare che? Per queste signore e questi signori Pasolini è morto tanto tempo fa e per alcuni di loro non è mai esistito.
Non è solo grazie alla destra in tonaca o in doppiopetto o che scomunica anche "in rete" con i loro strali, le tracce di omofobia malcelata, le nostalgie segregative ed il livello da "Osteria Numero Uno Paraponziponzipa", inutile commentare oltre ed altro, ma è anche grazie ai finti "compagni" di viaggio che Busto resta, così, una "piccola città" come canta Guccini…ma noi continueremo a volerla diversa e in festa.
In questo senso TUTTE LE FACCE DELL’AMORE la pensiamo un’occasione diversa…prendiamocela.
Elis Ferracini indipendente per il PdCI
Cosimo Cerardi Segretario bustese PdCI
Jarno Marchiori Segretario bustese PRC
Antonello Corrado consigliere capogruppo PRC a Busto
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