Confesercenti: “L’Ascom non può insultarci”
Polemica sulla nuova legge regionale che aumenta le aperture domenicali della grande distribuzione. Bellani: "È una reazione spropositata"
Soffia il vento della polemica tra le due associazioni dei commercianti, Ascom e Confesercenti. Quest’ultima, alla presenza dell’intero ufficio di presidenza, ha convocato la stampa per condannare un articolo pubblicato da “Vetrina”, periodico di Ascom Varese. L’argomento è scottante, e riguarda la nuove legge regionale sugli orari del commercio, che di fatto aumenta considerevolmente le aperture dominicali della grande distruzione organizzata. Le legge enterà in vigore il 27 maggio, e nei capoluoghi di provincia consentirà, a conti fatti, il passaggio da 21 aperture annuali a 31 aperture annuali. Confesercenti parla di “legge scellerata” e ha diffuso giorni fa una circolare in cui ricordava di non aver sottoscritto alcun accordo su quella legge regionale. Ascom, nell’articolo di febbraio su “Vetrina”, dice che questa circostanza è “demenziale”: «Sarebbe utile ricordare a ‘questi fenomeni’ – scrive l’articolo – che le leggi non si sottoscrivono ma semplicemente vengono varate dall’organo politico di governo». Gianni Lucchina, direttore della Conferecenti varesina, controbatte dicendo che l’attuale legge prevede anche che, sia sottoscritto un accordo con le associazioni di categoria, e che Confesercenti ha negato la sua firma, mentre
Ma Confesercenti sottolinea anche che per criticare la propria posizione, l’articolo di “Vetrina” ha usato toni arroganti e ai limiti dell’insulto. Il passaggio contestato è questo: «Ovviamente si possono fare proposte e si possono anche contestare – si legge nell’articolo – ma putroppo ala fine si devono accettare, senza malizia e ignoranza. Una cosa che purtroppo in questa organizzazione abbonda».
Per il presidente di Confesercenti, Cesare Lorenzini, bisognerebbe cambiare modalità di relazione: «Vogliamo una Varese migliore e senza lobby – dice – ci siamo sentiti offesi da queste dichiarazioni arroganti, non siamo più disposti a sopportare un senso di superiorità nei nostri confronti che non porta da nessuna parte».
Da parte sua Sergio Bellani, direttore dell’associazione commercianti e del periodico La vetrina,replica che "la reazione mi sembra davvero spropositata e a scoppio ritardato. Mi fa piacere che il nostro giornale venga letto attentamente, ma noi abbiamo solo criticato espressioni non rispondenti al vero. Una polemica esagerata e che non serve a nessuno perché è solo per addetti ai lavori e così perdiamo solo tempo"
“Da questa polemica – ha aggiunto il Direttore Responsabile del mensile La Vetrina Sergio Bellani – vorrei escludere l’Associazione Commercianti ed i suoi vertici in quanto il sottoscritto è il Direttore Responsabile della Vetrina e quindi di tutti i testi in essa pubblicati".
Riguardo ai toni Bellani però precisa che si trattava di "un’espressione bonariamente colorita contenuta in un articolo. Espressione per la quale, però, potrei anche scusarmi se fosse risultata davvero offensiva".
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