Negozi chiusi in Ticino, assalto di clienti a Luino e Ponte Tresa
Dopo la festività di San Giuseppe i commercianti ticinesi e varesotti tirano le somme con segni fortemente diversi
«Questa legge sul commercio ci ha fatto perdere ieri milioni di franchi di introiti». Queste le parole usate dalla Federcommercio ticinese dopo lo stop forzato nel giorno di San Giuseppe, ieri 19 marzo. «Una giornata da incorniciare, come non se ne vedevano da anni con tantissimi ticinesi a fare spesa in Italia». Queste le parole dei commercianti di Ponte Tresa e di Luino presi d’assalto ieri dalla clientela estera. Dopo le polemiche suscitate in Ticino dall’invito a fare la spesa in Italia della federcommercio svizzera si tracciano i bilanci di una giornata speciale vissuta dai commercianti dei due lati della dogana.
A Luino, grazie anche al mercato settimanale, c’è stato un boom di presenze mentre i negozi di Lavena Ponte Tresa erano già pieni alle 9 del mattino. Per i commecianti luinesi e pontresini la palla gol servita dai colleghi ticinesi è stata un toccasana che ha permesso di riollevare il morale di fronte ad un euro che fa la parte del leone col franco svizzero. Probabilmente questo fuoco di paglia servirà a riportare nella mente di molti consumatori ticinesi che anche in Italia è possibile fare una spesa di qualità ma finchè le condizioni economiche restano quelle attuali sarà difficile credere in un’inversione di tendenza.
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