Calderoli e Reguzzoni uniti contro Roma
Separare i destini di Alitalia e di Malpensa, questa la richiesta della manifestazione. Tra fiducia nel mercato, speranza nell’Expo 2015 e slogan contro il colonialismo romano
«Parecchie migliaia di persone coinvolte nella fiaccolata» assicura Marco Reguzzoni. Un migliaio al massimo, nel momento di massima affluenza al corteo, secondo la Questura. Di certo a chiedere un futuro per Malpensa con la fiaccolata a Gallarate ci sono i sindaci dell’area, quelli leghisti e quelli del centrodestra, e altri amministratori locali. Dai leghisti doc come Aldo Morniroli e Luigi Perruzzotti ai forzisti Nicola Mucci, Aldo Simeoni e Gigi Farioli, passando per il primo cittadino di Ferno Mauro Cerutti e quello di Lonate Pozzolo Piergiulio Gelosa.
«Non vogliamo niente da Roma! Diciamo solo: andatevene a casa». E’ così che Marco Reguzzoni chiude il suo intervento al termine della fiaccolata. Una frase che sintetizza la richiesta della serata: lasciare libera Malpensa di ripensare il suo futuro, svincolandola dal peso di Alitalia e riconsegnandola al mercato, soprattutto attraverso la piena disponibilità degli slot. Ma anche una frase che dice l’astio dei leghisti verso Roma, ribadito negli slogan (“Malpensa e Milano non volano romano”, “Secessione!”) e soprattutto negli interventi conclusivi. Il corteo, partito da Piazza Libertà, scandito dagli slogan e accompagnato dal “Va’ pensiero” verdiano, ha percorso le vie cittadine fino a Piazza San Lorenzo, per poi ritornare all’ombra della Basilica e della chiesetta di San Pietro.
Tra i sindaci intervenuti molti prendono spunto dalla assegnazione dell’Expo
Nel comizio finale, ovazioni per i sindaci leghisti e per gli slogan battaglieri della Lega “di lotta e di governo”. E se Gigi Farioli sottolinea che «non è una manifestazione di parte, ma per il bene del territorio», un po’ di irritazione traspare da alcuni esponenti del Pdl, quando dal palco si trascina la folla negli insulti non solo contro Prodi e Veltroni, ma anche contro i “romanacci” in genere, un po’ alla maniera della prima Lega Lombarda. «Una caduta di stile» commenta qualcuno nelle file del PdL. Gran finale affidato all’ex presidente della provincia Reguzzoni – che attacca il «colonialismo romano» i sindacati conniventi con il centralismo – e a un Roberto Calderoli in gran forma, che parla di Malpensa e attacca frontalmente il centrosinistra e Roma. «Ci tolgono il settore Cargo per tagliare il nostro rapporto con il resto del mondo. Vogliono toglierci la nostra forza economica per fermare la rivoluzione del nord e perchè temono la secessione imprenditoriale» conclude il parlamentare leghista tra gli applausi dei militanti rimasti in piazza.
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