Cocaina nella gamba di legno, arrestato narcotrafficante
I cani antidroga della Gdf scoprono oltre mezzo chilo di polvere bianca nascosta in una protesi. Il viaggiatore, un italiano, proveniva da Santo Domingo
Il cane prima lo ha puntato, poi lo ha annusato e infine gli si è attaccato alla gamba. Il rischio, per il 43 enne proveniente da Santo Domingo e atterrato a Malpensa domenica 27 aprile, non era di essere scambiato per un albero, ma di essere scoperto. I cani antidroga, presenti in aeroporto, raramente si sbagliano e quell’attenzione, tutt’altro che affettuosa all’arto del solitario viaggiatore italiano, ha insospettito i finanzieri. L’uomo ha mostrato la gamba di legno, ma la testardaggine di Mac, questo il nome del pastore tedesco, è stata più forte della compassione che si puo’ provare per chi ha avuto un destino crudele, in questo caso segnato da un’amputazione a causa di un incidente.
A quel punto, gli agenti delle fiamme gialle, con cortese decisione, hanno invitato l’uomo a smontarsi l’arto artificiale, sotto lo sguardo attento di Mac. Dalla protesi sono saltati fuori 7 etti di cocaina, ben confezionata in 4 pacchetti incelofanati.
(foto sotto)
Solo tre giorni fa, al Terminal 2 di Malpensa, era stato fermato dai finanzieri un italiano, anch’egli proveniente da Santo Domingo, con un’enorme statua di legno a forma di uccello che al suo interno nascondeva 2 chili di cocaina purissima. La Guardia di finanza, che opera a Malpensa, ormai non sembra meravigliarsi più dei "trucchi" ideati dai narcotrafficanti per sfuggire ai controlli. Dopo le parrucche, i passeggini, le cornici, le valige con doppio e triplo fondo, gli uccelli di legno, le bottiglie di vino e gli ovuli ingurgitati come fossero caramelle, la cocaina viaggia anche nelle protesi artificiali "ripiene". Una scelta, quest’ultima, che punta sulla probabile compassione suscitata dalla menomazione. Trucco che potrebbe funzionare con gli esseri umani, ma non con un cane.
Il narcotrafficante, dopo essersi rimontato la gamba, è stato arrestato e trasferito al carcere di Busto Arsizio.
Le indagini sono state affidate al pubblico ministero Roberto Pirro.
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