Giovani e politica, una distanza da colmare

Incontro fra i candidati presidenti della Provincia e alcune associazioni giovanili cittadine coordinate dal Forum dei Giovani


Giovani e politica. un rapporto di cui si è parlato ieri sera al Giardino Quadrato del Museo del Tessile in un incontro indetto dal Forum dei Giovani con la partecipazione di Comunità Giovanile, Movimento per la Vita e Circolo T.S. Eliot. Sul palco i candidati presidenti della Provincia di Varese che hanno potuto garantire la loro presenza: Dario Galli per il Popolo delle Libertà, Mario Aspesi per il Partito Democratico, Fabio Castano per La Destra, Giuseppe Nigro per il Partito Socialista. In rappresentanza della Sinistra Arcobaleno, essendo impossibilitato ad intervenire Gianpaolo Livetti, sul palco c’era Antonello Corrado, consigliere comunale a Busto Arsizio e candidato consigliere provinciale nel collegio di Sant’Anna. Presentava la serata Simone Giovinco del Forum dei Giovani, moderava Stefano Gussoni presidente di Comunità Giovanile.

Vari i temi su cui ci si è confrontati: notevole l’assenza di quello del lavoro e del precariato, sottolineata da un Corrado deluso, che in materia avrebbe avuto qualcosa da dire. Si è partiti dai rave party per passare alla Fondazione Blini, agli spazi per l’espressione giovanile, all’educazione sessuale, all’aborto e alla vivisezione, sempre toccando temi di stretto interesse delle associazioni intervenute – non limitate a quelle che abbiamo citato. Il risultato è stato a volte anche un certo imbarazzo dei candidati, non perchè non avessero opinioni in merito, ma perchè anche da presidenti della Provincia su vari aspetti ben poco potrebbero incidere, in quanto non compresi nelle attribuzioni dell’ente.

Sui rave, tema "caldo" dopo la tragica fine del giovane castellanzese Mattia Lo Castro, Corrado ricordava le sue esperienze da volontario presso il carcere cittadino, fra giovani «che non hano trovato ascolto»; per lui il problema, più che il rave, è la società «che "taglia fuori" molti». Aspesi parlava di «mancanza del senso di ciò che si fa», Nigro, professore e a contatto con i ragazzi, della difficoltà di dare motivazioni ai giovani, Galli, con un «perchè lo fai?» da campagne antodroga anni Ottanta, parlava del rave come luogo in cui «ci si fa dei danni, anche fisici, che ci si trascina per il resto della vita». Castano, ancora più stroncatorio, tirava in ballo cultura della vita e cultura della morte: quest’ultima esemplificata dalla droga, per la quale è assolutamente proibizionista senza se e senza ma.

Sulla Fondazione Blini, tema prettamente bustocco introdotto ovviamente da Comunità Giovanile, l’unico ad avere la questione "fresca" sottomano era Corrado, da consigliere comunale, che l’ha bollata come un flop annunciato, chiedendo che si riazzeri tutto e si riparta anche da una nuova sede, per esempio quel Teatro Sociale sul cui futuro non v’è certezza. Più sfumati i candidati presidenti, con Aspesi a chiedere semmai che «la politica faccia un passo indietro» e ponga le condizioni per la libera espressione giovanile, senza crearne direttamente le strutture. Tesi condivisa da Nigro e da Galli, ma non da Castano che difendeva con asprezza dalle critiche di Corrado il nome di Giovanni Blini («una delle migliori persone che Busto ha avuto, da che pulpito parla invece chi manda in parlamento i terroristi»). Galli, con una felice intuizione, ricordava che «non è la ricchezza esteriore, o in questo caso le strutture, a combattere la noia: in genere la felicità esteriore è inversamente proporzionale alla ricchezza materiale, è nei paesi poveri che si vedono i bambini sorridere, il che non vuol dire che sia bene esser poveri, intendiamoci. Le famiglie sbagliano quando spianano la strada ai ragazzi togliendogli ogni problema, ogni sfida da vincere con la soddisfazione che comporta. Ai giovani devono rimanere degli obiettivi, dei sogni».

Le successive tornate di domande e risposte sulle strutture studiate appositamente per i giovani, su educazione sessuale, aborto e vivisezione non alteravano il quadro di un dialogo difficile tra persone che sembravano evidentemente considerarsi "altro" a vicenda, quasi il giovane sia antropologicamente diverso dal resto degli esseri umani. Per quanto i candidati ricordassero episodi della loro gioventù restava comunque un certo elemento di estraneità. I candidati avevano modo di esprimere le loro differenze, con Castano che spiccava per coerenza estrema nella sua visione di "Stato etico" e identitario e di opposizione al trionfo del globalismo imperante, e Nigro al polo esattamente opposto, aperto sulla modernità di temi «un tempo impensabili, come la bioetica». Stili diversi ma non incompatibili: Aspesi critico, a sottolineare un calo di nascite dovuto non certo alla "pillola del giorno dopo" ma alla mancanza di asili nido e reddito da lavoro per le donne, Corrado «personalmente contrario all’aborto, so che è una cosa scioccante» ma favorevole alla legge 194 che ha regolamentato e fatto calare il fenomeno, Galli infine sostenitore convinto dell’educazione sessuale come regolare materia scolastica. Una serata, insomma, da "brevi cenni dell’universo", come può essere un incontro di questo tipo nei suoi limiti, cui forse è mancato un colpo d’ala per alzarsi di tono e toccare con mano la realtà giovanile, nel senso di accettarla e integrarla, sentirla parte di sè come società, invece che corpo separato.

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Pubblicato il 02 Aprile 2008
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