Io presidente di seggio e la protesta degli elettori
Non votare per esprimere dissenso e rifiutare la scheda al seggio: non si può fare. Ecco perché
Sono un presidente di seggio e sono rimasto scandalizzato dalla faciloneria dell’articolo del 14 aprile col quale si è dato voce ad una “bufala” fatta girare sui blog in questi giorni che ha indotto parecchie persone a recarsi ai seggi ad intralciare lo svolgimento delle operazioni di voto.
La meraviglia è che un giornale si sia prestato a questo opera di disinformazione.
Alla base di tutto c’è la falsa affermazione che, secondo il regolamento per il calcolo del premio di maggioranza, anche le schede bianche e nulle entrano nel conto complessivo.
Come si può leggere nel sito http://www.interno.it/mininterno/export/sites/default/ del Ministero dell’Interno: “Il riparto dei seggi della Camera si effettua su base nazionale, con successiva attribuzione alle circoscrizioni. Accedono alla ripartizione le coalizioni che abbiano raggiunto complessivamente, sommando le cifre nazionali di tutte le liste componenti, il 10 per cento del totale DEI VOTI VALIDI, ……”
La trovata poi di dichiarare al Presidente di seggio, dopo aver ricevute le schede di voto, di non volere votare perchè nessuno dei candidati mi rappresenta o altre motivazioni di non voto, è nettamente in contrasto con l’art. 48 comma 2 della Costituzione della Repubblica Italiana che recita: “ Il voto è personale ed eguale, libero e SEGRETO. Il suo esercizio è dovere civico”
A questo punto, come ho fatto io in un caso simile che mi è accaduto domenica, doveva leggere all’elettore l’art, 62 del D.P.R. 361 “Se l’elettore non vota entro la cabina, il presidente dell’ufficio deve ritirare la scheda, dichiarandone la nullità e l’elettore non è più ammesso al voto.”
Quanto poi alla richiesta al segretario del seggio di verbalizzare la dichiarazione di non voto invocando l’art. 104 comma 5 sempre del D.P.R. 361 anche questa è immotivata perchè il comma recita: “..Il segretario che rifiuta di inserire nel processo verbale o di allegarvi proteste o reclami di elettori….”
La dichiarazione di non voto non costituisce alcuna protesta o reclamo attinente alle operazioni di voto in corso in quel momento nel seggio.
Non solo, l’insistenza a pretendere quanto sopra richiesto può comportare sempre da parte del presidente del seggio l’ammonimento a norma dell’art. 102 comma 2 sempre del D.P.R. 361 che recita: “…Chiunque, nelle sale anzidette, con segni palesi di approvazione o disapprovazione, od in qualunque modo cagiona disordini, qualora richiamato all’ordine dal presidente non obbedisca, è punito con l’arresto fino a tre mesi e con l’ammenda fino a 206 euro.”
Nel mio caso alla fine come è finita: Ho fatto leggere all’elettrice il contenuto di un blog http://www.grillonews.com/index2.php?option=com_dal titolo “To vote or not to vote…that is the question….” riportante il parere giuridico dell’avvocato Alfonso Bonafede
L’elettrice, dimostrando di essere una persona intelligente, dopo aver letto con calma e riflettuto, mi ha chiesto: “Allora in sostanza in questo tipo di elezione non esiste il quorum?” ed io le ho risposto che sì. Al che lei ha sopraggiunto che allora capiva perchè la legge preveda che solo i voti validi concorrono a determinare il diritto al riparto in sede nazionale. Dopo di che ha chiesto di poter votare ed io ben volentieri l’ho fatta accomodare in cabina.
Di questi casi, purtroppo, se ne sono verificati diversi prendendo in contropiede sia i presidenti che gli addetti agli uffici elettorali comunali che non sempre sono stati in grado di rispondere adeguatamente documentati, come invece ha fatto il mio comune da me allertato il venerdì mattina.
Questo dimostra quanto troppo valore viene dato a notizie trovate nei blog e molte volte fatte girare dando loro valenza indiscutibile, quando invece si tratta praticamente di “bufale” o favole metropolitane.
Ma dovreste essere nei panni di un povero presidente che si trova a confrontarsi, mentre il seggio è pieno di cittadini che scalpitano per votare, con una persona saccente e pretenziosa.
Altro che complicata ma civile forma di protesta, come concludeva l’articolo citato all’inizio!
Lodovico Aspesi, Samarate
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Nessuna bufala, semplicemente abbiamo dato spazio alla segnalazione di una lettrice, come è costume del nostro giornale. Oltretutto essendo venuti a conoscenza che altri avevano fatto simili "insolite richieste" ci è parso opportuno approfondire la questione, senza con questo voler "spingere" i lettori ad alcuna forma di illegalità.
SdA
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