L’attacco alla legge sull’aborto è una vendetta degli uomini

Alla cooperativa Belforte la Sinistra Arcobaleno si è confrontata sul tema della 194 e dell'autodeterminazione della donna. Ospiti la senatrice Capelli e la deputata Buffo

Probabilmente una serata soltanto non basta per difendere la legge 194 (legge sull’aborto), ma è certamente utile per fare un po’ di chiarezza in materia. Nella Sala della cooperativa Belforte, al completo, per l’appuntamento organizzato dalla “Sinistra Arcobaleno”, sono intervenuti la senatrice Giovanna Capelli, l’onorevole Gloria Buffo e la ginecologa Fiorella Gazzetta. Quest’ultima ha spiegato nel dettaglio la legge 194: le varie tipologie di aborto, la contraccezione, denunciando gli abusi e le violazioni di legge da parte dei medici obiettori di coscienza. Ha sfatato i tanti luoghi comuni ed errori, le difficoltà per chi decide di prendere la pillola del giorno dopo (anche se non esiste un farmaco che si chiami così) o la famigerata “Ru486”, con la quale si pratica l’aborto farmacologico.

La senatrice Giovanna Capelli ha invece ripercorso le singole fasi dell’attacco all’autodeterminazione della donna: «Si tratta – ha detto la senatrice – di una attacco politico e simbolico per cambiare il senso comune in tema di aborto. Prima si è tenuto un atteggiamento silenzioso, poi c’è stato il tentativo riuscito di entrare nei consultori da parte di volontari e dei movimenti per la vita: Infine,  il restringimento e la compressione operativa dei consultori pubblici».

La Capelli ha insistito sulla minaccia di smantellamento della norma, attraverso una forzatura giuridica: «Si è elaborato e applicato il concetto di personalità giuridica dell’embrione per superare una tradizione giuridica antichissima, che ha trovato nella legge 40 il culmine di questa costruzione. Questi attacchi altro non sono che una reazione al potere naturale della donna di decidere se si nasce o non si nasce. Insomma, viene messa in discussione l’autorità patriarcale. È una vendetta nei confronti della donna».

«La libertà – ha concluso Gloria Buffo, deputato uscente – ha anche un volto drammatico quando ha a che fare con le tragedie. La politica, sia del Pd che del Pdl, su certe questioni o dice falsità, cercando di lucrare, o dice che non c’entra nulla con la politica stessa. I detrattori della 194 affermano che è applicata male perché distorta, ma non ammettono che nella gravidanza c’è un potere più grande delle donne rispetto agli uomini».

Elisabetta Zappoli ha ricordato a tutti i presenti che mentre a Belforte si discute di autodeterminazione e salvaguardia della 194, a Palazzo Estense c’è la proposta della Giunta comunale di destinare 10 mila euro a  sostegno della moratoria contro l’aborto proposta da Giuliano Ferrara, ma è stata emendata su proposta e  con il voto favorevole del Pd. Anziché alla moratoria del direttore del “Foglio”, quei soldi andranno a enti in favore della maternità.

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Pubblicato il 09 Aprile 2008
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