Pd del nord, Prodi non ci sta

Continua il dibattito sull’ipotesi di un Pd diviso per macroaree: botta e risposta tra il professore e il sindaco di Bologna sul futuro del partito. Lunedì Veltroni a Milano per incontrare i segretari regionali del Pd

Pd del Nord? No grazie. Romano Prodi boccia l’idea lanciata per la creazione di un Pd del nord. Dopo l’editoriale di venerdì scorso su Repubblica, dove veniva lanciata l’idea di realizzare un Pd del nord e dopo le schermaglie con il sindaco Sergio Cofferati, ecco nella serata di ieri la replica dell’ex presidente del Pd (Prodi si è difatti dimesso dalla carica di Presidente del Partito Democratico qualche giorno fa).
Ma andiamo con ordine. A intervenire sull’ipotesi lanciata dal quotidiano fondato da Eugenio Scalfari di “andare dal notaio e fare il Pd del Nord” era stato il sindaco di Bologna Sergio Cofferati venerdì scorso: «Penso ad un partito federale, non federato e diviso per macroregioni. Il fatto che l’idea abbia avuto molta attenzione vuol dire che qualche fondamento ce l’ha». Da qui una serie di prese di posizione che inclusero nell’ipotesi anche il punto di vista del sindaco di Venezia Massimo Cacciari; Il Pd del nord deve essere «non un altro partito ma una struttura del Pd inequivocabilmente federale» e, sempre su Repubblica, il filosofo aveva pure lanciato i confini di una macroarea riferibile al Pd del Nord: Secondo Cacciari, il partito del Nord dovrebbe rappresentare la Liguria, il Piemonte e il lombardo-veneto, mentre l’Emilia e le Marche dovrebbero restare fuori: la presenza dell’Emilia, dove il Pd è forte e radicato , «indebolirebbe il peso e il richiamo del partito federato».
Questo fino a ieri, sabato 19 aprile. In serata, infatti, ecco arrivare la stoccata del Professore, che proprio da Bologna risponde all’ipotesi di Cofferati: «Il Pd è nato regionalista e federale. La sua base sono le regioni e deve semplicemente tener fede al suo statuto perchè è la sua legge, la sua regola». «Il Pd è così e non deve diventare niente», ha rimarcato ancora una volta Prodi specificando che il partito nato dal progetto ulivista «deve adempiere ai compiti del suo statuto».
Che succederà adesso? Difficile dire quale proposta prevarrà. L’unica cosa certa è la riunione prevista per domani, lunedì 21 aprile, guarda caso a Milano, che vedrà Walter Veltroni incontrare i segretari di tutte le regioni per un’analisi del voto.

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Pubblicato il 20 Aprile 2008
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