PD e Popolo della Libertà votano insieme sulla sicurezza
Respinte le mozioni leghiste, le due forze votano una serie di impegni sul tema della sicurezza, per garantire maggiori controlli da parte della Polizia Locale
Urbanistica e sicurezza, due battaglie della Lega Nord all’opposizione. Dopo gli attacchi al progetto SKyCity e la richiesta di dimissioni dell’assessore Bossi, il Carroccio torna alla carica sul tema della sicurezza. «La fiducia maggiore è riposta nel gruppo del PdL, non certo nella sinistra» esordisce il capogruppo leghista Matteo Ciampoli a inizio serata. Dovrà ricredersi: all’una e mezza di notte – dopo un lungo e animato confronto tra capigruppo – il voto sancirà una inedita convergenza di PD e PdL su nuove mozioni emendate congiuntamente dai due partiti “maggiori”.
Il riconoscimento che a Gallarate «qualche problema di sicurezza c’è» e una correzione di rotta con l’assunzione di impegni precise: le richieste della Lega Nord prendono la forma di quattordici mozioni, poi riunite per la discussione in quattro gruppi più o meno omogenei «La sicurezza è un valore per tutti, non vogliamo strumentalizzare una questione così importante», assicura Matteo Ciampoli, che si premura poi di ricordare come «il problema sia sentito non solo dai cittadini italiani, ma anche da quelli stranieri». «Non chiediamo la luna, non mettiamo nessuno sul banco degli imputati. Vogliamo impegni concreti». Le richieste -accompagnate dalle critiche al defunto governo Prodi- vanno dal monitoraggio del fenomeno dell’accattonaggio in vari punti della città ai controlli per sanzionare comportamenti contrari alla legge (in particolare nella zona del campo nomadi di via lazzaretto); dal controllo della presenza di laboratori artigianali abusivi e con lavoratori non in regola alla verifica delle condizioni delle abitazioni, per evitare il sovraffollamento e subaffitto illegale.
Mentre il PD sottolinea, per bocca di Aldo Lamberti, l’opportunità di trattare la questione in sede di commissione sicurezza (il cui presidente è proprio il leghista Ciampoli), la linea della maggioranza viene tracciata dal sindaco Nicola Mucci, che inquadra il fenomeno in una dimensione più ampia, che va dalla revisione della normativa nazionale alla «distinzione tra le funzioni di ordine pubblico e di sicurezza urbana, che sono due cose diverse» che dovrebbero però sempre più avvicinarsi grazie a nuove norme e che richiedono investimenti degli enti locali e del governo nazionale per nuovi mezzi e nuove caserme per le forze dell’ordine. Il primo cittadino da un lato ribadisce che «la nostra città non è un elemento anomalo rispetto alla situazione della nostra Provincia», dall’altro invita ad accompagnare «all’attenzione per la criminalità organizzata, quella verso la “immigrazione organizzata”, sia legale che illegale». Attenzione particolare dunque all’applicazione integrale della Bossi-Fini, «soprattutto in riferimento al reato di immigrazione clandestina e alle formule del rimpatrio». Ma anche un giro di vite sull’accesso ai servizi alla persona – pensioni sociali, assistenza sanitaria, casa – da parte di lavoratori stranieri che solo da poco versano contributi allo Stato. E alla fine Mucci raccoglie l’apprezzamento di PdL e PD, con qualche distinguo da parte dei democratici su alcuni punti.
Si va dunque alla ricerca di una convergenza il più ampia possibile: una conferenza dei capigruppo, a tratti molto animata, porta alla redazione di nuove mozioni, che saranno infine votate da PD e PdL con l’opposizione, per ragioni opposte, da Lega Nord e Rifondazione. Le mozioni chiedono alla Polizia Locale di effettuare maggiori controlli per garantire il rispetto delle regole nel commercio ambulante, nel campo nomadi esistente di via Lazzaretto e per evitare nuovi stanziamenti di nomadi in città; “fitti e costanti controlli” ad opera della Polizia Locale dovranno garantire la sicurezza dei luoghi di lavoro, dei cimiteri e di alcuni punti isolati, “anche mediante l’ausilio di videosorveglianza”. Oltre al richiamo alla applicazione delle regole esistenti, vi è anche la richiesta al futuro governo di nuove norme che consentano di contrastare il sovraffollamento delle abitazioni, che genera a volte difficoltà di convivenza.
Lega e Rifondazione criticano la convergenza delle due forze politiche maggiori, anche se ovviamente per ragioni opposte, e gridano all’inciucio. «Non siamo noi l’anomalia, ma qualcun altro: si è drammaticamente concretizzato il nostro peggiore incubo pre-elettorale, quello della grande coalizione» conclude Ciampoli, che critica le mozioni che – a suo dire – guardano più a Roma che a Gallarate. Cinzia Colombo (PRC) sottolinea invece che le mozioni «contribuiscono a creare insicurezza e non favoriscono risposte reali», lamenta l’assenza di politiche di inclusione, «che servano a eliminare le tensioni esistenti»e si chiede con quali forze la polizia locale potrà garantire i numerosi impegni affidati.
L’accordo PD-PdL è invece difeso a spada tratta dagli esponenti delle due forze politiche: «Questo non è consociativismo, ma assunzione di responsabilità davanti ai cittadini» dice Giuseppe De Bernardi (PdL), mentre Lamberti (PD) se la prende con Rifondazione che «non ha capito il percorso del PD, che ritiene di dover affrontare alcuni problemi reali: la sconfitta a qualcuno non ha insegnato nulla.» Petrone (PdL) sottolinea infine come dato positivo il fatto che «due forze politiche mature trovino condivisione di intenti» e attacca la posizione di Ciampoli: «Assolutamente drammatico dover constatare l’incedere clownesco del rappresentante della Lega Nord, al quale abbiamo offerto una grande possibilità di una condividere un percorso preciso». E pur garantendo che per i leghisti «la porta è sempre aperta», si chiede «come possa governare
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