“Su la testa”
Antonello Corrado (Rifondazione) ed Elis Ferracini (PdCI)riflettono sull'esito del voto amministrativo
Riceviamo e pubblichiamo
Nella "democrazia ai tempi del colera" può sembrare che un segno su una scheda sia come una traccia sulla sabbia, ma noi comunisti ci siamo e ringraziamo quelle oltre mille persone nei collegi 1 e 3 di Busto che con noi hanno provato a rendere diverso questo territorio. In due collegi popolosi e popolari, fatti di quella comunità composita e varia che va dalla giovane precaria al libero professionista, dall’operaio allo studente, dall’immigrato al pensionato, un po’ di questo mondo non ci sta a farsi togliere speranze e voglia di giustizia. E’ andata così misera per colpa nostra, dei partiti, e quella traccia sulla sabbia è stata spazzata via dall’onda riformista-conformista del nuovo d’avanzo veltroniano col suo "voto utile", dall’onda anomala del connubio mostruoso fra xenofobi e vampiri del diritto e dell’economia di cui già questa elezione plebiscitaria è il primo effetto. Prodi avremmo dovuto farlo cadere noi, ma noi siamo rimasti "fedeli alla linea anche quando la linea non c’è" e sordi a ciò che per le strade accadeva e si diceva… ma del senno di poi son piene le fosse, così di schede le urne, perché a noi era stato dato il mandato di rilanciare la speranza.e noi paghiamo più di quelli che invece continuano il gioco al massacro sociale e ai loro assistenti.
E allora "su la testa" perché fuori dal palazzo c’è la gente che come noi fa fatica, e si tratterà a fatica di ripartire, non per riguadagnare un posto al pallido sole di una rappresentanza di facciata, ma per riconquistare lo spazio di rivendicazione di diritti già sanciti 60 anni fa dalla nostra Carta Costituzionale che parla di casa, lavoro, salute e giustizia, pace e uguaglianza. Sappiamo di non essere soli, anzi siamo quasi duemila in tutta Busto: grazie a tutte e a tutti. Si tratta di rimetterci la "camicia rossa", e provare a riunire ciò che interessi privati e fobie collettive hanno diviso e messo in guerra. Siamo tutti più poveri, ci siamo fatti togliere tanto, ma giù le mani dalle nostre idee e dalla speranza di molti e su la testa: aiutiamoci. Un grazie a tutte le compagne e i compagni che hanno aiutato la nostra campagna elettorale e a tutti coloro che hanno votato per darci un segno: li ripagheremo con l’impegno e la correttezza che ci contraddistinguono.
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