Ancora perquisizioni e sequestri negli uffici del Comune
L’operazione “Lo.Li.Ta” ha portato all’arresto con l’accusa di concussione in concorso del capo dell'ufficio tecnico e della sua compagna
Un’indagine partita da lontano e che non si sa dove potrà arrivare. L’operazione “Lo.Li.Ta”, che ha portato all’arresto con l’accusa di concussione in concorso del dirigente del settore programmazione territoriale del Comune di Gallarate Gigi Bossi e la sua compagna, l’architetto Federica Motta, titolare dello studio “Lo.Li.Ta & C. Sas” di Gallarate, prosegue. Nella giornata di oggi, martedì 27 maggio, sono state effettuate nuove perquisizioni negli uffici di palazzo Broletto. Sarebbero stati ascoltati i funzionari dell’ufficio guidato da Bossi e altri documenti sarebbero stati fotocopiati e sequestrati. Si tratta di progetti urbanistici, pratiche per piani integrati di intervento non ancora approvati e tra le mani dello stesso Bossi (una ventina), altre carte e materiale di progetti già passati per gli uffici della programmazione territoriale giudicati utili alle indagini, sia dell’ultimo anno che più vecchi. Ieri, lunedì 26 maggio, sono state perquisite anche le abitazioni e gli studi dei due arrestati, mentre sotto la lente d’ingrandimento del Nucleo Speciale di Polizia Valutaria della Guardia di Finanza di Roma sono finiti anche i conti correnti (bloccati) e le posizioni bancarie degli imputati, difesi rispettivamente dagli avvocati Tiberio Massironi e Cesare Flavio Cicorella.
L’input per le indagini, coordinate dal sostituto procuratore della Repubblica di Busto Arsizio Roberto Pirro, sarebbe partito da un altro filone, quello che riguarda il depuratore di Sant’Antonino Ticino, ma i collegamenti tra le due inchieste restano difficili da decifrare anche perché le indagini sono tuttora in corso. C’è la sensazione che possa allargarsi il raggio dell’inchiesta, benché le conferme al momento non ci siano. L’accusa per la coppia è quella di concussione in concorso: in particolare l’architetto Luigi Bossi, capo dell’ufficio tecnico del Comune, è accusato di aver abusato delle proprie qualità, inducendo svariati costruttori/imprenditori, solo in parte identificati, ad attribuire alla compagna convivente, architetto Federica Motta, la progettazione e/o direzione di lavori in tal modo autorizzati, ricevendo denaro od altra utilità o accettandone la promessa. Domani, mercoledì 28 maggio, ci sarà l’interrogatorio di garanzia per la convalida dell’arresto da parte del giudice per le indagini preliminari Chiara Venturi, mentre per Gigi Bossi è già scattata l’automatica sospensione dall’incarico di dirigente, sospensione che permarrà per tutta la durata della detenzione (sempre domani verrà deciso se assumere un’altra figura dirigenziale o mantenere l’incarico ad interim affidato all’ingegner Arcangelo Altieri, titolare del settore tecnico). Gli avvocati dei due arrestati respingono fermamente le accuse, convinti dell’innocenza dei rispettivi assistiti e dell’insussistenza delle prove a carico.
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