Donne investite, l’accusa è tentato omicidio plurimo

L'investitore: "Mi hanno provocato". Alle spalle del fattaccio secondo la sua versione gli sfottò del gruppo di ecuadoregne, fra cui una che in passato aveva corteggiato

Un atto compiuto in un momento di rabbia accecante, lo sfogo di un rancore a lungo represso. Una follia che costerà cara a chi l’ha commessa – per fortuna molto meno a chi l’ha subita. Si delineano i contorni dell’episodio di cronaca di venerdì sera, avvenuto vicino a piazza San Lorenzo a Gallarate. L’uomo che ha investito quattro donne, tutte ecuadoregne fra i 41 e i 57 anni, mandandole quattro all’ospedale, (tre sono già state dimesse nella mattinata di oggi), si chiama Baldassarre Criscuolo, 51 anni, napoletano trapiantato a Gallarate, tassista abusivo, con alle spalle un passato burrascoso e una fedina penale piuttosto nutrita. Per lui l’accusa mossa dal sostituto procuratore Massimo Baraldo è di tentato omicidio plurimo con l’aggravante dei futili motivi. L’uomo risulta fra l’altro condannato in passato per un’altra vicenda di tentato omicidio, ma in un Paese estero che non ha accordi giurisdizionali con l’Italia.

A scatenare la rabbia di Criscuolo, fino al punto di investire le donne, secondo la versione data dall’indagato sono stati gli sfottò e gli scherni delle donne sudamericane. Una di loro, di nome Miranda Laura P., era stata oggetto delle sue attenzioni in passato – va detto, secondo la testimonianza dell’interessata, senza alcuna forma di violenza o molestia. Ma proprio dalla donna sarebbe partita la scintilla che ha fatto infuriare l’uomo. I due si conoscevano da qualche tempo a causa dell’attività più o meno irregolare di tassista che Criscuolo svolgeva. Ieri Miranda lo aveva chiamato al telefono, prospettandogli un appuntamento a Busto Arsizio in piazza Garibaldi. Si trattava in realtà di uno scherzo di cattivo gusto, che all’improvvisato "tassinaro" è costato tempo e denaro. L’ultima goccia di quelle che l’uomo, nelle sue dichiarazioni spontanee rese alla Polizia, ha descritto come una serie di umiliazioni e offese ricevute in più occasioni dal gruppo di donne di cui faceva parte l’ecuadoregna, anche in presenza della sua "fidanzata", una giovane cubana. Quando tornando in su Criscuolo ha visto Miranda e quelle che accusava come sue "persecutrici", ha perso la testa di fronte agli ennesimi sfottò: una sterzata improvvisa, pochi metri contromano accelerando ed è salito sul marciapiede travolgendo la panchina. Ma non, fortunatamente, le occupanti, riuscite in qualche modo a cadere all’indietro evitando le gravi ferite alle gambe che avrebbero potuto riportare. Le conseguenze sono quindi state più lievi del previsto: come detto tre delle donne, con contusioni o sospette fratture non gravi, hanno potuto lasciare già oggi gli ospedali di Busto Arsizio e Gallarate, mentre una quarta, una 46enne che ha riportato una frattura ad una vertebra, è ancora in traumatologia, la prognosi per lei è di 35 giorni.

Criscuolo, che non risultava ubriaco nè sotto l’effetto di sostanze, dopo il misfatto aveva tentato di allontanarsi a piedi: a chi gli chiedeva come mai avesse fatto una simile follia, aveva risposto "Lo so io perché". Ad inseguirlo e "placcarlo" sono stati due stranieri, il marocchino Souhail, che dalla sua auto aveva assistito alla scena, e il bengalese Mohi, che ha un negozio a breve distanza. Evitato un possibile linciaggio sul posto, Criscuolo è rimasto beffardo e in atteggiamento di sfida anche dopo l’arrivo della polizia. Le sue frequentazioni con le forze dell’ordine non sono nuove: alla giustizia italiana risultano precedenti per tutta una serie di reati (dal furto alla guida senza patente, dall’oltraggio a pubblico ufficiale al porto abusivo di armi da taglio) più una condanna a due anni per una rapina avvenuta a Brescia nel 2005.

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Pubblicato il 03 Maggio 2008
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