Droga dal Sudamerica, vasta operazione dei carabinieri di Milano coordinati dalla direzione distrettuale antimafia. In manette sono finite 155 persone, arrestate su tutto il territorio nazionale e all’estero: coinvolte Roma, Milano, Napoli, Massa, Carrara, La Spezia, Genova, Bergamo, Perugia, Rimini, Varese, Arezzo, Livorno, Verona, Ancona, Trento, Bologna, Torino, Pavia, Grosseto, Pescara, Monza, Como, Parma, in Spagna, Olanda, Belgio, Austria, Usa, Ecuador, Venezuela, Perù, Colombia, Svizzera e Repubblica Dominicana. Sono state arrestate 155 persone, sequestrati beni immobili e conti correnti per 7 milioni di euro, per un giro d’affari complessivo superiore a 500 milioni di euro.
L’indagine è nata alla fine del 2002 con l’obiettivo di contrastare lo spaccio di cocaina vicino ad alcuni locali notturni di Milano. Sei erano stati chiusi nel 2005 per un periodo tra i 60 e i 180 giorni. Il 28 marzo 2007 è stato poi sequestrata la “Santo Domingo Discotec” a Milano, risultata poi uno dei luoghi di riferimento nel traffico di stupefacenti per la comunità latinoamericana.
Durante l’attività i militari della compagnia di Milano Porta Magenta hanno arrestato in flagranza di reato 33 persone ed effettuato diversi sequestri per droga per un complessivo di oltre 10 kg di cocaina, circa 30 mila pastiglie di ecstasy e una pistola semiautomatica. Sono stati sequestrati inoltre 1.500.000 euro depositati in conti correnti bancari italiani e oltre 2.500.000 euro depositati in conti svizzeri. Oltre a questo sono stati sequestrati 4 appartamenti, 2 box, 3 negozi e 18 società connesse ai cinque soci della “Santo Domingo Discotec”, in sostanza il vertice del sodalizio criminoso in Italia. Dal Sud America la cocaina veniva reperita e trasportata in Italia soprattutto facendo ricorso ad “ovulatori” che portavano circa un chilo di roba alla volta, utilizzando aeroporti differenti. Parte dello stupefacente veniva quindi “investito” in pastiglie di ecstasy recuperate in Olanda. Successivamente l’ecstasy veniva trasportata negli Stati Uniti da parte di individui insospettabili, fra i quali un dipendente del ministero del Turismo della Repubblica Dominicana, che già trasportava cocaina in Italia. La permuta dei due tipi di stupefacente aumentava esponenzialmente gli introiti.
All’operazione hanno contribuito e collaborato la direzione centrale per i servizi antidroga, l’Interpol, la Bka tedesca, la polizia giudiziaria della Confederazione Svizzera, la Dea (Drug enforcement administration) e l’Fbi. Tutti questi organismi hanno cooperato nel tracciare le rotte dello stupefacente e del riciclaggio al fine di ricostruire la struttura associativa. A marzo 2007 a Milano sono state sequestrate le sedi dei money transfer “Euroenvios/Quissqueyanà” e “Unigiros”, che operavano con una rete di oltre 800 postazioni dislocate in tutta Italia e utilizzati dai gestori per “frazionare” gli importi provenienti dal narcotraffico. I money transfer sono stati gestiti dai soci e dipendenti che, in molti casi, non erano autorizzati ad operare dall’Ufficio italiano cambi. Nonostante ciò effettuavano invii di denaro per conto di persone prive di reddito, inconsapevoli, fittizie, non identificate. Il tutto in piena violazione della normativa antiriciclaggio. Questo sistema dei money transfer è stato organizzato e diretto con la partecipazione di un individuo che, dopo aver svolto la mansione di consigliere economico presso il governo della Repubblica Dominicana fino al 2000, dal 2001 al 2003 è rimasto in Italia come consigliere ed amministratore della Unigiros. Società in cui ha svolto anche la mansione di cassiere non autorizzato dall’Ufficio italiano cambi raccogliendo oltre 2.200.000 euro ed autorizzando l’invio di oltre 4.100.000 euro. Questi intermediari finanziari costituiscono il 4% circa del mercato nazionale, ed il giro di affari complessivo degli invii effettuati è per “Euroenvios/Quisqueyana” di oltre 429.000.000 euro ed oltre 3.700.000 di dollari (dal 2003 al 2007) e per “Unigiros” di oltre 145.000.000 euro ed oltre 275.000 dollari.
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