I ragazzi delle scuole alla scoperta della storia della città
Centinaia i ragazzi delle secondarie inferiori che hanno partecipato al progetto didattico per imparare a rintracciare e leggere il passato attraverso lezioni teoriche e visite guidate. La soddisfazione del sindaco, Nicola Mucci
Le nuove generazioni saranno più consapevoli della storia di Gallarate e sapranno riconoscere nella città i risultati dei cambiamenti, tuttora in essere, succedutisi nel corso dei secoli. Lo sguardo dei ragazzi ha penetrato la storia grazie al progetto didattico proposto alle scuole dalla Biblioteca Civica e intitolato “La città di Gallarate dal Medioevo a oggi: come è cambiato il paesaggio”. I percorsi di approfondimento, che si sono avvalsi di lezioni teoriche e di altrettanto istruttive visite sui “luoghi del passato”, hanno visto la partecipazione di dieci classi delle scuole Ponti-Lega e di due classi delle Majno-Cardano. A curare l’impostazione dei mini-corsi, l’archeologa Paola Farina, il bibliotecario e cultore della storia locale Maurizio Lovetti e la responsabile della sezione Ragazzi, Tiziana Suardi.
«Ogni settimana – spiega il direttore della biblioteca, Giovanni Mariani – i ragazzi si sono presentati da noi per affrontare un viaggio in due tappe. Prima hanno avuto un’infarinatura su cartografia e geografia e scoperto il ruolo dell’uomo nel modificare ciò che lo circonda, imparando a rintracciare alcuni particolari utili a ricostruire certi cambiamenti. Questo momento era collegato all’approccio ai risultati della ricerca archeologica e toponomastica e a un primo contatto con la storia di Gallarate, attraverso laboratori su cartine mute e la verifica, fra l’altro, di alcune modifiche insospettabili intervenute sul territorio cittadino, per esempio i cambiamenti del percorso dell’Arno, la costruzione e l’abbattimento delle strutture difensive medievali, le rimodulazioni del tessuto urbanistico. La seconda tappa, invece, ha portato i ragazzi fuori dalla biblioteca, per vere e proprie visite guidate che hanno fatto toccare loro con mano quanto imparato».
La città, dunque, è stata scoperta per quello che è: non un tutto omogeneo, sempre uguale a se stesso, ma uno spazio dotato di vita, mutevole, di cui è possibile tracciare l’evoluzione storica. Notevole il favore incontrato dall’iniziativa. «In tutto – spiega Tiziana Suardi – abbiamo ospitato quasi 300 studenti. Un successo che ripaga l’impegno di chi ha creduto nell’iniziativa e ci ha messo grande impegno. Il personale, infatti, ha gestito le classi nei momenti della lezione teorica e della visita in città, ma la biblioteca ha anche dovuto affrontare uno sforzo non indifferente per approntare tutto il materiale necessario a rendere il percorso più coinvolgente e significativo: riproduzioni di antiche carte topografiche, mappe, stampe, diapositive e lucidi».
«Non posso fare a meno – commenta il sindaco di Gallarate, Nicola Mucci – di sottolineare l’alto valore del progetto concretizzato dalla biblioteca. La città, infatti, è un organismo complesso, che si evolve di continuo per venire incontro alle esigenze di chi ci abita e lavora. La scoperta dei cambiamenti che lungo i secoli hanno interessato il territorio, dunque, aiuta a prendere confidenza col passato, a conoscere bisogni e soluzioni che hanno modellato la città fino a farla diventare ciò che è oggi. In pratica, si può seguire quel filo conduttore che lega la storia al presente e al futuro di Gallarate».
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